Kuwait, milizie sciite irachene verso destabilizzazione sistema energetico globale, nel mirino raffinerie del Paese - RUMORS
Nel ranking mondiale dei Paesi che detengono la maggior quantità di petrolio il Kuwait è in seconda posizione; esso possiede 1.417 pozzi attivi, 3 raffinerie e la struttura di Marrat, in grado di commerciare fino a 10.000 barili al giorno
Secondo alcuni analisti, le milizie di ortodossi sciiti in Iraq starebbero prendendo di mira siti strategici per il commercio dell'oro nero in Kuwait, paese che si posiziona proprio al confine con l'Iraq e il Golfo Persico. Il fine ultimo delle milizie sostenute e armate da Teheran sembrerebbe essere quello di destabilizzare l'intero sistema energetico mondiale, con gravi danni all'economia dei paesi dipendenti da questo petrolio.
Kuwait, milizie sciite irachene verso destabilizzazione sistema energetico globale, nel mirino raffinerie del Paese - RUMORS
Le milizie sciite sono innumerevoli, come Asa’ib Ahl al-Haq e le Kata’ib Hezbollah, ciascuna con le proprie correnti religiose e affiliazioni di natura differente. A ricoprire un ruolo principale negli equilibri regionali vi sono le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF o Hashd al-Shaabi), le quali costituiscono una coalizione paramilitare nata nel 2014, dopo una fatwa - ovvero una decisione legale dell'Ayatollah Ali al-Sistani - al fine di contrastare l'ISIS tra il 2014 e il 2017. Sostenute prevalentemente dall'Iran, hanno giocato un ruolo chiave nella riconquista di territori, inclusa Hawija e Tal Afar, contro lo Stato Islamico.
Tra le dinamiche principali che stanno caratterizzando il conflitto attuale in MO voluto e architettato da Israele e Stati Uniti contro l'Iran, le milizie sciite filo-iraniane giocano un ruolo di non poca importanza nella regione del Golfo. Esse si oppongono fermamente all'ingerenza israelo-statunitense nella regione mediorientale - proprio come il regime degli ayatollah - e secondo alcune fonti, la loro strategia bellica avrebbe come obbiettivo l'oro nero, da cui la maggior parte dei Paesi dipende. Il loro proposito, infatti, sarebbe quello di colpire e neutralizzare gli impianti petroliferi del Kuwait situati vicino al confine con l'Iraq per innescare un blocco del commercio energetico e di conseguenza destabilizzare l'economia mondiale. Le raffinerie a rischio sono la raffineria di Al-Zour, di Mina Al-Ahmadi e di Mina Abdullah.