Iran, "ucciso Ismail Qaani, leader Quds e successore di Soleimani: avrebbe detto al Mossad dove si trovava Khamenei" - RUMORS
Ismail Qaani, il capo delle Forze d'élite Quds dei pasdaran, è scomparso. Secondo indiscrezioni del deep state, Qaani sarebbe stato arrestato e giudiziato con l'accusa di aver fornito all'intelligence israeliana informazioni sensibili sulla posizione dell'ex ayatollah Khamenei. Ma nulla è stato finora confermato
Sarebbe stato giustiziato in Iran il generale 68enne Ismail Qaani, dal 2020 comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica accusato di aver collaborato con il Mossad israeliano inviando informazioni sensibili sulla posizione dell'ex ayatollah Ali Khamenei poco prima che Israele e Stati Uniti colpissero obiettivi mirati allo scoppio della guerra. La notizia della sua morte però non è stata confermata, e figura tra le possibili ipotesi in uno scenario nel quale la scomparsa di Qaani è ormai diventata un giallo.
Iran, "ucciso Ismail Qaani, leader Quds e successore di Soleimani: avrebbe detto al Mossad dove si trovava Khamenei" - RUMORS
Ismail Qaani, il leader delle forze speciali d'élite Quds dei pasdaran è scomparso. Secondo fonti ufficiose del deepstate, il generale successore di Qasem Soleimani potrebbe essere stato ucciso in Iran dopo essere stato ritenuto colpevole di aver lavorato sotto copertura per l'intelligence israeliana, facendo così da "testa di ponte" informativa tra i Guardiani della Rivoluzione ed il Mossad. Sembra che Qaani sia stato individuato attraverso l'aiuto dell'intelligence militare cinese, che avrebbe verosimilmente intercettato una conversazione tra un funzionario della CIA e rappresentanti dello Stato Maggiore Israeliano.
La situazione però resta tutt'ora incerta e, secondo altre fonti, potrebbe essere stato semplicemente arrestato ed interrogato. La figura di Ismail Qaani è piuttosto controversa: secondo ipotesi mai del tutto confermate, vi sarebbe il suo nome dietro agli "omicidi eccellenti" di Hasan Nasrallah, terzo segretario del partito Hezbollah ucciso da Israele nel Settembre 2024 a Beirut; e a quello di Ismail Haniyeh, leader di punta di Hamas anche lui assassinato nel luglio di due anni fa a Teheran.
I sospetti sul ruolo giocato da Qaani emersero già all'epoca degli attentati israeliani contro i leader dell'Asse Islamica: in particolare, quando nel Settembre 2024 si dimise dal consiglio segreto di Hezbollah prima che il bunker venisse raso al suolo. Qualcosa di simile accadde in altre due circostanze: la prima, nel Giugno 2025, quando Qaani fuggì con ottimo tempismo dal quartier generale dei pasdaran prima che venisse attaccato dall'Idf. La seconda, più recente, risale ai primi giorni dello scoppio della guerra israelo-palestinese contro l'Iran, quando Qaani - a quanto emerge - avrebbe lasciato la residenza di Khamenei minuti prima dei bombardamenti che poi hanno ucciso l'ayatollah.
I sospetti sull'infiltrazione israeliana all'interno della compagine dei pasdaran erano emersi già dopo che l'Idf aveva sganciato 73 tonnellate di esplosivo sul bunker di Al-Marija, e dove, tra le vittime, mancava all'appello proprio Qaani. Dopo giorni di sparizione, il responsabile dei Quds era riapparso, venendo interrogato a fronte dell'inchiesta aperta dall'Iran su come fosse possibile che l'Idf sapesse dove si trovava Narallah. "Gli iraniani - quanto emerse subito dopo - hanno il serio sospetto che gli israeliani siano riusciti a infiltrarsi nelle Guardie rivoluzionarie, soprattutto in quelle che operano nel settore libanese". Sospetto probabilmente non tramontato neppure in relazione alla morte recente della Guida Suprema Khamenei.