Petrolio russo, dietrofront Ue: "Riparare oleodotto di Mosca Druzbha per ridurre aumenti prezzi da guerra in MO", ma Kiev nega

L’Ucraina respinge l’ispezione Ue dell’oleodotto Druzhba "chiuso dalla stessa Kiev", mentre la guerra in Medio Oriente fa impennare i prezzi del petrolio in Europa. L'Unione Europa fa quindi un dietrofront importante sulla decisione di tagliare le forniture russe di gas e petrolio, come dichiarato dal ministro Pichetto Fratin a Il Giornale d'Italia

L'Unione Europa starebbe pressando l'Ucraina per poter accedere, ispezionare ed eventualmente utilizzare l'oleodotto Druzhba, data la situazione emergenziale in Medio Oriente, che continua ogni giorno a far aumentare il prezzo del greggio anche a 90 dollari al barile. La richiesta nasce principalmente da Ungheria e Slovacchia, principali destinatari del petrolio trasportato da Druzhba, attaccato, secondo fonti di Kiev, dal Cremlino a gennaio e reso inutilizzabile, mentre, secondo Mosca, chiuso volutamente da Kiev.

Ucraina, Ue preme per usare oleodotto Druzhba, mentre guerra in Medio Oriente fa aumentare prezzo del greggio a $90 al barile

L’Ucraina si trova al centro di crescenti pressioni da parte dell’Unione Europea per consentire un’ispezione indipendente dell’oleodotto Druzhba, danneggiato, secondo Kiev, da un attacco aereo russo a gennaio e fondamentale per il trasporto di petrolio verso l’Ungheria e la Slovacchia. Lo riporta il Financial Times, sottolineando come la questione stia assumendo rilevanza strategica in un contesto globale già segnato dall’impennata dei prezzi del petrolio a causa della guerra in Medio Oriente.

Secondo Kiev, i danni all’oleodotto sono significativi: un serbatoio di stoccaggio contenente 75 mila metri cubi di petrolio è stato incendiato, un rogo che ha richiesto dieci giorni per essere domato, ha dichiarato Sergii Koretskyi, amministratore delegato di Naftogaz. Per ripristinare il flusso, le squadre di riparazione hanno dovuto operare in aree potenzialmente pericolose, dirottando risorse limitate.

Ungheria e Slovacchia, insieme a molti analisti geopolitici, sostengono però che che Kiev abbia chiuso l’oleodotto intenzionalmente, citando anche un attacco false flag proprio da parte ucraina, attribuito poi alla Russia. La Commissione Europea e alcuni governi ucraini hanno quindi sollecitato un accesso diretto per verificare in modo indipendente i danni e garantire che i lavori di riparazione siano in corso.

Durante la visita a Kiev nel quarto anniversario dall'inizio della guerra ucraino-russa, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo António Costa hanno chiesto ufficialmente alla leadership ucraina di permettere l’ispezione, richiesta che è stata respinta. Un alto diplomatico europeo ha definito la decisione un “autogol”.

L’attuale contesto internazionale, segnato dall’escalation della guerra in Medio Oriente, ha ulteriormente spinto verso l’alto i prezzi del petrolio, rendendo l’accesso all’oleodotto Druzhba ancora più strategico per la sicurezza energetica europea. La mancanza di trasparenza rischia quindi di complicare ulteriormente le forniture e di alimentare tensioni tra Kiev e i partner europei, in un momento in cui la stabilità dei mercati energetici è particolarmente delicata.

Questo potrebbe mettere in una grave crisi l'Europa, contando anche la decisione di tagliare le forniture di gas e petrolio dalla Russia. Un dietrofront, quello dell'Ue, nel chiedere di poter ri-accedere all'oleodotto di Mosca Druzhba, ma inevitabile, come ha dichiarato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a Il Giornale d'Italia, avvertendo della mossa avventata e insensata nei confronti dell'energia russa.