Guerra Iran, Usa millantano: "Spagna collaborerà con noi", Madrid nega: "Il nostro 'no alla guerra' è chiaro e inequivocabile"
Dalla Casa Bianca la portavoce Leavitt ha annunciato che Madrid è "pronta a cooperare con gli Usa" in fatto di basi militari. Ma il ministro Albares smentisce: "Di cosa parlano?"
Prosegue il braccio di ferro a distanza tra Stati Uniti e Spagna dopo che ieri, 4 Marzo, da Washington sono emerse affermazioni sorprendenti. In un punto stampa coi giornalisti, Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha rilasciato infatti una dichiarazione ambigua rispondendo ad una domanda sul fermo "no alla guerra" difeso dal primo ministro Pedro Sánchez: "Hanno sentito il messaggio di Trump forte e chiaro. Nelle ultime ore infatti hanno accettato di collaborare con l'esercito americano". Una dichiarazione nettamente smentita da Madrid, che ha affermato di "non sapere a cosa si riferiscano".
Guerra Iran, Usa millantano: "Spagna collaborerà con noi", Madrid nega: "Il nostro 'no alla guerra' è chiaro e inequivocabile"
"Nelle ultime ore, [gli spagnoli, ndr] hanno accettato di cooperare con l'esercito americano. Le forze armate statunitensi si stanno coordinando con le controparti in Spagna". Le parole usate da Karoline Leavitt alla Casa Bianca ieri avevano aperto, prima della contro-risposta spagnola, un momento di incertezza sul reale posizionamento di Madrid nel contesto bellico contro l'Iran. "Il presidente Trump - ha aggiunto Leavitt - si aspetta che tutti i nostri alleati europei cooperino in questa missione a lungo ricercata per schiacciare il regime canaglia iraniano". A quale scopo? Lo spiegava Leavitt subito dopo: al fine di "contrastare" un governo che "non solo minaccia l'America ma anche i nostri alleati europei".
Ma dal suo posizionamento ostile alla guerra, Madrid non si è mossa tornando a dare un ulteriore schiaffo all'amministrazione trumpiana: "Non è cambiata una virgola e non ho la minima idea a cosa si riferisca" è stata la risposta, venti minuti dopo, di José Manuel Albares, ministro degli Esteri spagnolo. Che ha smentito "categoricamente" le parole torbide di Leavitt rivendicando un "'no alla guerra' chiaro e incontrovertibile". Il punto d'inciampo tra i due governi resta essenzialmente l'utilizzo delle basi militari di Rota e Morón de la Frontera da parte degli Usa nel conflitto "illegale" contro Teheran. Albares, giorni prima, aveva rifiutato l'uso delle stelle da parte di Washington, facendo della posizione spagnola una scelta anzitutto di principio: la denuncia delle prepotenze israelo-americane e la non ricattabilità di Madrid ("Non saremo complici di qualcosa di pessimo per il mondo semplicemente per paura delle rappresaglie di qualcuno").
Ieri Albares, intervenendo a Cadena Ser, è tornato a ribadire il concetto: "Esiste un accordo, un accordo bilaterale, e al di fuori del quadro di tale accordo bilaterale, non ci sarà alcun utilizzo di basi sovrane spagnole. Qualsiasi operazione deve avvenire nell’ambito delle Nazioni Unite". "La Spagna - prosegue - è un Paese sovrano che prende autonomamente le proprie decisioni in politica estera. Le minacce di Trump? Qualsiasi coercizione nei confronti della Spagna è una coercizione nei confronti di tutti gli europei, e noi abbiamo la loro solidarietà". Le previsioni sul futuro del conflitto restano incerte, ma una cosa risulta chiara per il ministro Albares: "Sappiamo cosa è stato scartato: la democrazia".