"Offensiva contro Iran durerà 4 o 5 settimane, poi metteremo a governare una persona a noi gradita", la minaccia di Trump

Washington prevede un’offensiva di un mese contro Teheran mentre Trump ipotizza diversi scenari di transizione politica e avverte su nuove possibili vittime Usa

Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che l'offensiva contro l'Iran potrà durare "dalle 4 alle 5 settimane", ed è sempre stata pensata come tale. Dopo la fine dei raid, poi, il tycoon ha intenzione di mettere al governo di Teheran una "persona gradita" agli Stati Uniti, che non è stata ancora resa nota.

"Offensiva contro Iran durerà 4 o 5 settimane, poi metteremo a governare una persona a noi gradita", la minaccia di Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’offensiva militare congiunta condotta insieme a Israele contro l’Iran potrebbe protrarsi per “quattro o cinque settimane”, segnando una possibile escalation prolungata in Medio Oriente.

In una breve intervista telefonica concessa al New York Times, il capo della Casa Bianca ha affermato che le forze armate statunitensi dispongono delle risorse necessarie per sostenere l’attuale livello di operazioni militari per diverse settimane, qualora fosse necessario. Trump ha inoltre avvertito che ulteriori perdite tra i militari americani restano una possibilità concreta durante le operazioni in corso.

Parallelamente, parlando al Daily Mail, il presidente ha ribadito che la pianificazione militare aveva sin dall’inizio previsto una campagna di circa un mese. “È sempre stato un processo di quattro settimane”, ha dichiarato, sottolineando tuttavia le dimensioni e la complessità strategica dell’Iran come fattori determinanti per la durata delle operazioni.

Le dichiarazioni di Trump arrivano mentre le ostilità entrano in una fase particolarmente delicata, dopo le prime vittime statunitensi e le rappresaglie iraniane contro basi e obiettivi regionali. Secondo fonti militari, l’offensiva mira a neutralizzare le capacità missilistiche iraniane e a indebolire la struttura di comando del Paese.

Sul piano politico, il presidente americano ha delineato scenari differenti per il futuro assetto di potere a Teheran, offrendo però indicazioni contrastanti. Tra le ipotesi citate vi sarebbe una transizione limitata, con la rimozione della sola guida suprema, un’eventuale resa dei vertici dei Guardiani della Rivoluzione alla popolazione oppure un rovesciamento interno del sistema politico iraniano.

Trump ha inoltre minimizzato la necessità di un coinvolgimento diretto degli Stati arabi del Golfo nell’offensiva, sostenendo che Stati Uniti e Israele sarebbero in grado di mantenere autonomamente l’intensità militare.

Le sue parole alimentano interrogativi internazionali sulla reale strategia americana: se l’obiettivo sia esclusivamente militare o includa un più ampio progetto di cambiamento politico in Iran, con possibili ripercussioni sull’intero equilibrio regionale.