Usa evacua "con urgenza" staff governativo non essenziale da Iraq e Israele e avverte: "Stare a 11,3km da Gaza e 4km da Libano"

C'è mobilitazione all'interno di Israele e Iraq, dove il Dipartimento di Stato Usa sta evacuando il personale governativo non addetto alle emergenze in vista di un "imminente" pericolo. Anche Canada e Cina hanno invitato i loro cittadini a "stare in allerta" in Iran e Israele

Il Dipartimento di Stato degli Usa ha autorizzato la partenza di tutto il personale governativo non essenziale e dei loro familiari da Israele e dall'Iraq per "rischi di sicurezza". È questa l'ultima direttiva lanciato oggi, venerdì 27 Febbraio, da Washington al suo staff diplomatico operativo nelle ambasciate. Una mossa che si somma alle già numerose intraprese dagli Stati Uniti per prepararsi ad un attacco mirato contro l'Iran.

Usa evacua "con urgenza" staff governativo non essenziale da Iraq e Israele e avverte: "Stare a 11,3km da Gaza e 4km da Libano"

Avvisi di evacuazione per permettere al personale non di emergenza, operativo presso l'ambasciata di Gerusalemme e in Iraq, e ai familiari dei funzionari diplomatici, di lasciare i due Paesi del Medio Oriente nell'attesa e tra i timori che un conflitto contro Teheran sia sempre più vicino. La comunicazione ufficiale è stata inoltrata dagli Stati Uniti attraverso il Dipartimento di Stato, mentre giunge notizia che la Uss Gerald Ford, la nave portaerei più grande del mondo, è già entrata in acque israeliane dopo essere partita dalla base navale Nato di Souda (Creta).

Nonostante i colloqui negoziali tra Iran e Stati Uniti a Ginevra si siano conclusi con la promessa di ulteriori incontri tecnici proprio a partire dal prossimo lunedì 2 Marzo, gli Stati Uniti tirano dritti con la preparazione quasi definitiva del loro ingente arsenale bellico attorno alla Repubblica Islamica. Ad aumentare ulteriormente i timori di un appressarsi sempre più imminente del conflitto sono le tempistiche suggerite dal Dipartimento di Stato Usa per l'evacuazione dello staff governativo. "Chi vuole andarsene dovrebbe farlo oggi" ha affermato l'ambasciatore statunitense a Israele Mike Huckabee in un'e-mail rivolta a impiegati diplomatici.

"(...) la priorità sarà quella di lasciare rapidamente il Paese. Non c'è bisogno di farsi prendere dal panico, ma per coloro che desiderano partire, è importante pianificare la partenza il prima possibile". Nell'annuncio ufficiale, il Dipartimento ha però imposto anche significative restrizioni di spostamento ai dipendenti residenti a Israele, specificando di evitare di approssimarsi alla Striscia di Gaza a meno di 11,3 chilometri, per motivi legati a "terrorismo e conflitto armato". Ai confini con Libano e Siria per "presenza e attività militari continue", da cui serve tenere una distanza di almeno 4 chilometri; e di 2,4 chilometri dal confine con l'Egitto. La motivazione addotta dall'Ambasciata statunitense a Gerusalemme parla di "gruppi terroristi, terroristi autonomi e altri violenti estremisti che continuano a complottare possibili attacchi contro Israele", ma l'escalation è alta.

Alle segnalazioni di evacuazione di cittadini dall'Iran si è aggiunto anche il Canada avvertendo che "le ostilità nella regione potrebbero riprendere con poco o nessun preavviso", mentre l'ambasciata cinese in Israele invita ad aumentare le misure di sicurezza preparandosi ad affrontare le prossime emergenze.