"Israele non abbandonerà mai Siria, Libano, Gaza e Cisgiordania, ci sono state promesse da Dio", le parole choc di Katz

Il ministro israeliano annuncia presenza militare duratura in Gaza, Libano e Siria, legandola alla sicurezza nazionale e al contrasto dei gruppi armati regionali, sognando il "Greater Israel"

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, si è lasciato andare a parole choc in una conferenza stampa: "Israele non abbandonerà mai il sud della Siria e del Libano, ma nemmeno Gaza e la Cisgiordania, visto che sono terre che ci sono state promesse da Dio". Per l'ennesima volta, il politico ultraconservatore ha quindi espresso la sua intenzione di applicare il piano sionista "Greater Israel".

"Israele non abbandonerà mai Siria, Libano, Gaza e Cisgiordania, ci sono state promesse da Dio", le parole choc di Katz

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l’esercito israeliano manterrà una presenza militare permanente in diverse aree della regione, includendo parti della Siria, del Libano e della Striscia di Gaza, oltre a campi profughi nella Cisgiordania occupata.

Parlando durante una cerimonia di diploma per ufficiali combattenti presso la base militare Bahad 1, Katz ha presentato la strategia come parte della continuità della tradizione militare israeliana, richiamando riferimenti storici all’epoca del re David e dei suoi comandanti.

Secondo il ministro, le forze israeliane resteranno stabilmente in “aree strategiche” lungo i confini settentrionali e meridionali, comprese zone del sud del Libano e delle alture del Golan, con l’obiettivo dichiarato di prevenire il riarmo dei gruppi armati e garantire la sicurezza degli insediamenti israeliani.

In merito al Libano meridionale, Katz ha affermato che Israele non ritirerà le proprie truppe da cinque posizioni militari anche se tali presenze non rientrano formalmente nei termini del cessate il fuoco. "La nostra presenza non fa parte dell’accordo, ma l’abbiamo imposta ed è stata accettata dagli Stati Uniti", ha dichiarato, collegando il ritiro israeliano all’eventuale disarmo del movimento sciita Hezbollah.

Le dichiarazioni arrivano mentre il governo libanese ha indicato che l’esercito nazionale necessiterà di diversi mesi per attuare un piano volto a limitare la presenza armata di Hezbollah nel sud del Paese. Nel frattempo, Israele ha continuato operazioni militari e raid mirati nell’area, sostenendo di voler impedire nuove minacce ai propri confini.

Le affermazioni di Katz sono state interpretate da osservatori regionali come un segnale di possibile consolidamento a lungo termine della presenza militare israeliana oltre i territori già occupati, con potenziali implicazioni per la stabilità regionale e i futuri negoziati diplomatici, oltre che rifarsi al piano sionista del "Greater Israel".