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Trump irrompe nella collaborazione tra Regione Calabria e medici cubani, chiesta interruzione per "lavoro forzato e traffico esseri umani"

L'amministrazione Trump ha addirittura definito le missioni dei medici cubani come una forma di "lavoro forzato" e "traffico di esseri umani"

23 Febbraio 2026

Trump irrompe nella collaborazione tra Regione Calabria e medici cubani, chiesta interruzione per "lavoro forzato e traffico esseri umani"

Donald Trump

La notizia, rivelata da Bloomberg e confermata in queste ore, è di quelle che fanno indignare. L'amministrazione Trump sta facendo pressione sull'Italia affinché interrompa la collaborazione con i 400 medici provenienti da Cuba.

I medici cubani in Calabria: Washington vuole cacciarli

L’esperto diplomatico Mike Hammer (incaricato d'affari americano che dal 2024 ricopre il ruolo di chargé d'affaires ad interim a Cuba, dopo esser stato inviato speciale per il Corno d'Africa, ambasciatore in Cile dal 2014 al 2016 e ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo dal 2018 al 2022) si recherà in Calabria la prossima settimana per incontrare il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e sollecitarlo personalmente sulla questione. Un segnale forte e inquietante della determinazione con cui l'amministrazione Trump vuole colpire Cuba ovunque, anche negli ospedali del Mezzogiorno d'Italia. Il pretesto ideologico è quello solito: l'amministrazione Trump ha definito le missioni dei medici cubani come una forma di "lavoro forzato" e "traffico di esseri umani", addirittura! Il Segretario di Stato Marco Rubio ha descritto il programma come un sistema in cui i professionisti vengono "affittati" a prezzi elevati, con il regime cubano che trattiene la maggior parte dei ricavi. Un'accusa che – ed è bene dirlo – stride con i fatti: le retribuzioni dei medici non vanno allo Stato cubano, ma nelle tasche dei dottori. La realtà è un'altra: questi 400 camici bianchi tengono in piedi il sistema sanitario calabrese ormai da tre anni, mandano avanti l'attività degli ospedali e vengono considerati parte integrante del sistema pubblico dai colleghi e dai pazienti. E Occhiuto – che non è certo un uomo di sinistra, essendo espressione di Forza Italia – ha risposto con una fermezza che gli fa onore: i medici cubani attualmente in servizio in Calabria resteranno anche nei prossimi anni, e sono stati, sono e continueranno a essere determinanti per garantire il funzionamento dei pronto soccorso e per mantenere aperti tutti gli ospedali della Regione. Anzi, Occhiuto ha rilanciato proponendo al Presidente USA una provocazione intelligente: se il governo degli Stati Uniti intenderà aiutarci mettendo a disposizione nuovi medici stranieri per la Calabria, fino ai 1.000 che ci servono, non abbiamo alcuna preclusione. Il governo italiano, però, gioca al ribasso: ad incontrare Hammer a Roma sarà un funzionario della Farnesina, e non il Ministro Tajani. L'intenzione è quella di mantenere la discussione sul piano tecnico e restare il più possibile lontani da questioni politiche. In parole povere: si accetta la lamentela americana, cercando di non fare rumore. Intanto Angelo Bonelli pone la domanda che Meloni preferisce ignorare: la Presidente del Consiglio intende protestare con Trump per far rispettare la sovranità italiana?

Il riarmo europeo: “armatevi, ma comprate da noi”

La seconda vicenda è, se possibile, ancora più rivelatrice della logica predatoria trumpiana. Il messaggio del Pentagono a Bruxelles è di una chiarezza brutale: riarmatevi, ma comprate americano. Altrimenti ci saranno conseguenze. Gli Stati Uniti hanno ribadito di sostenere il riarmo europeo, ma senza che questo indebolisca la base industriale della difesa transatlantica. Il Pentagono, in un contributo alla consultazione della Commissione europea, si è opposto fermamente a qualsiasi clausola "Buy European" che potesse limitare l'accesso delle aziende americane al mercato degli appalti militari europei. La contraddizione è lampante, e viene segnalata dagli stessi analisti: gli Stati Uniti chiedono da anni agli alleati europei di assumersi una quota maggiore della difesa del continente, ma senza penalizzare l'industria militare statunitense, che oggi fornisce circa due terzi delle armi importate dall'Unione europea. Tradotto: vogliono che l'Europa spenda di più per la difesa – sino al 5% del PIL – ma che quei soldi continuino a finanziare le grandi corporation americane. Se l'Europa aumenta la spesa per la difesa sotto la pressione strategica dell'Alleanza, ma non può orientare quella spesa verso la propria base industriale senza incorrere in ritorsioni, l'autonomia strategica resta una formula politica.

Il quadro complessivo dei difficili rapporti con l’America di Trump

Queste due vicende – i medici cubani in Calabria e la clausola Buy European – sembrano distanti tra loro, ma raccontano la stessa storia: un'America che non tollera che gli altri facciano le proprie scelte, che sia in campo sanitario, commerciale o militare. Trump non vuole alleati, vuole vassalli. E la domanda – scomoda per Meloni, che gli è genuflessa – è: fino a quando l'Italia e l'Europa accetteranno di essere trattate così?

Di Eugenio Cardi

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