Palestina, nuovo report ONU: "Attacchi intensificati e negazione aiuti umanitari, Israele vuole sfollamento permanente"
I palestinesi continuano a subire violenze fisiche e psicologiche e, secondo il report dell'Onu, Israele vuole alimentare i timori di pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania per arrivare ad uno sfollamento permanente
Un nuovo report ONU è stato pubblicato dall'Onu e, secondo l’Alto Commissariato per i diritti umani, l’intensificazione degli attacchi, la distruzione sistematica di quartieri e la negazione degli aiuti umanitari delineano una strategia che punta a modificare in modo permanente la composizione demografica dei territori occupati. Sullo sfondo, le accuse nei confronti del governo sionista di Netanyahu non cessano, anzi diventano sempre più forti e parlano di genocidio, accaparramento di terre e vessazioni continue da parte dei coloni, in un quadro che alimenta i timori di una vera e propria pulizia etnica.
Palestina, nuovo report ONU: "Attacchi intensificati e negazione aiuti umanitari, Israele vuole sfollamento permanente"
Il documento delle Nazioni Unite, che copre un arco temporale di dodici mesi tra il novembre 2024 e l’ottobre 2025, descrive una campagna militare e un blocco che hanno prodotto devastazioni su larga scala nella Striscia di Gaza. "Gli attacchi intensificati, la distruzione metodica di interi quartieri e la negazione dell’assistenza umanitaria sembrano mirare a un cambiamento demografico permanente a Gaza", si legge nel rapporto. Secondo l’ONU, la combinazione tra bombardamenti, demolizioni e restrizioni sugli ingressi di beni essenziali avrebbe generato una situazione umanitaria estrema. Almeno 463 palestinesi, tra cui 157 bambini, sarebbero morti di fame nel periodo analizzato. "I palestinesi si sono trovati di fronte alla scelta disumana di morire di fame o rischiare di essere uccisi mentre cercavano di procurarsi del cibo", afferma il testo, parlando di morti prevedibili e annunciate come conseguenza diretta delle decisioni adottate.
Gli esempi sul terreno confermano un’escalation costante. Nelle prime ore del Ramadan, nuovi raid aerei e colpi di artiglieria hanno colpito aree a est di Khan Younis, Rafah e Gaza City. Nei pressi della cosiddetta linea gialla a Bani Suheila due persone sono state uccise dal fuoco israeliano, mentre interi quartieri continuano a essere rasi al suolo nelle zone sotto controllo militare. Il ministero della Salute di Gaza ha riferito che violazioni del cessate il fuoco avrebbero causato centinaia di vittime in pochi giorni. In Cisgiordania il rapporto parla di "uso sistematico della forza illegale", detenzioni arbitrarie diffuse e demolizioni estese di abitazioni palestinesi. Le misure, secondo l’ONU, mirerebbero a discriminare e dominare la popolazione locale, alterando il carattere e la composizione demografica dei territori occupati dal 1967, compresa Gerusalemme Est. La violenza dei coloni, spesso sotto la protezione delle forze israeliane, è indicata come un ulteriore fattore di pressione.
Secondo la Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti, dall’ottobre 2023 decine di palestinesi sono stati uccisi da coloni armati. Sul piano diplomatico, oltre 80 Stati membri delle Nazioni Unite hanno condannato le decisioni israeliane di estendere il controllo su vaste aree della Cisgiordania e di registrare terre come proprietà statale israeliana. "Siamo fortemente contrari a qualsiasi forma di annessione", ha dichiarato l’ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite a nome di una coalizione di Paesi. Anche il segretario generale António Guterres ha avvertito che tali misure potrebbero portare alla spoliazione dei palestinesi delle loro proprietà e ampliare ulteriormente il controllo israeliano.