Gaza, Indonesia prepara 1000 soldati per forza di stabilizzazione del "Board of Peace" di Trump, possibile dispiegamento entro aprile

Secondo analisti geopolitici non è una coincidenza che il primo esercito a partecipare alla forza di stabilizzazione appartenga ad una nazione a maggioranza mussulmana. Questo di fatti alimenterebbe la retorica di legittimazione internazionale dell’operazione sostenuta da Washington e Tel Aviv

L’Indonesia si prepara a inviare fino a 1.000 soldati a Gaza già dall’inizio di aprile come primo contingente della futura forza internazionale di stabilizzazione sotto mandato Onu. La decisione finale spetterà al presidente Prabowo Subianto, ma entro giugno potrebbero essere pronti fino a 8.000 militari. Il dispiegamento si inserisce nel piano spinto dagli Stati Uniti attraverso il "Board of Peace" ideato da Donald Trump e che solleva innumerevoli interrogativi sulle reali intenzioni dei governi e degli uomini di potere interessati a controllare la zona di guerra.

L'Indonesia prepara 1.000 soldati per una potenziale forza di mantenimento della pace a Gaza all'inizio di aprile

Il progetto rientra nella costituzione della International Stabilisation Force, approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nell’ambito del piano sostenuto dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump per la fase successiva alla guerra tra Israele e Hamas. Il mandato ufficiale prevede compiti umanitari e non combattenti, con l’obiettivo dichiarato di contribuire alla stabilità e alla ricostruzione. Il ministero degli Esteri indonesiano Sugiono ha chiarito che la partecipazione non implica alcuna normalizzazione dei rapporti con Israele, Paese che Giacarta non riconosce diplomaticamente. "L'Indonesia respinge sistematicamente qualsiasi tentativo di cambiamento demografico o di spostamento forzato del popolo palestinese in qualsiasi forma" ha affermato il dicastero, aggiungendo che il dispiegamento potrà avvenire solo con il consenso dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Secondo la posizione ufficiale, i soldati indonesiani non saranno coinvolti in operazioni di combattimento né avranno mandato per disarmare direttamente le parti in conflitto. Tuttavia, la risoluzione che istituisce la forza contempla anche la supervisione del processo di smilitarizzazione della Striscia e autorizza l’uso delle misure necessarie per attuare il mandato, un passaggio che alimenta il dibattito sulla reale natura dell’intervento. Non è casuale che la prima adesione significativa arrivi proprio dall’Indonesia, il Paese a maggioranza musulmana più popoloso al mondo e storicamente vicino alla causa palestinese. Sul piano geopolitico, la presenza di un contingente proveniente da uno Stato islamico può rafforzare la narrativa di legittimazione internazionale dell’operazione sostenuta da Washington e Tel Aviv, offrendo un’immagine di consenso più ampio nel mondo arabo e musulmano.

Il presidente Prabowo Subianto parteciperà il 19 febbraio alla riunione inaugurale del "Board of Peace" a Washington, dove si discuterà anche di un fondo da 5 miliardi di dollari destinato alla ricostruzione di Gaza. Giacarta ha fatto sapere che utilizzerà il forum per ribadire la necessità di una soluzione a due Stati e per chiedere garanzie sulla tutela dei palestinesi. L’Indonesia è già tra i principali contributori alle missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite, con oltre 2.700 effettivi dispiegati tra Africa e Medio Oriente. Negli ultimi mesi ha inoltre fornito aiuti umanitari alla popolazione di Gaza e avviato programmi di sostegno sanitario e agricolo.