Usa, sms pro-Israele di "Friends for Peace" inviati ad americani: "Falsi i video di Gaza", alla guida Parscale l'ex consulente di Trump
Si tratterebbe dell'ennesima campagna pro-Israele finanziata e condotta da organizzazioni private in stretta relazione con i governi statunitense e israeliano
Negli ultimi mesi centinaia di americani hanno ricevuto Sms da numeri sconosciuti che invitavano a discutere del rapporto tra Stati Uniti e Israele. I messaggi, firmati da sigle come "Friends for Peace" e "Partners in Peace", sostengono che molti contenuti provenienti da Gaza siano manipolati o falsi e promuovono video e siti a sostegno delle posizioni israeliane. Dietro quella che si presenta come una campagna spontanea di dialogo civile ci sarebbe invece Brad Parscale, ex consulente di Donald Trump, attraverso la sua società Clock Tower X, legata a un contratto multimilionario con il governo israeliano.
Usa, messaggi pro-Israele di "Friends for Peace" inviati ad americani: "Falsi i video di Gaza", alla guida Parscale l'ex consulente di Trump
Il copione è simile in molti casi e a raccontarlo e una madre dell’Alabama, che ha scelto di restare anonima. La donna racconta di essere stata contattata a inizio gennaio da un certo "John", presentatosi come membro di "Friends for Peace". Nei giorni successivi la conversazione si è trasformata in un serrato scambio sull’alleanza tra Washington e Tel Aviv. Quando la donna ha spiegato di informarsi anche attraverso i social network, l’interlocutore ha messo in dubbio l’attendibilità delle immagini provenienti dalla Striscia. "Ci sono reti di account che fingono di essere civili di Gaza e molti dei contenuti sono falsi. Controlla sempre le tue fonti prima di credere a qualsiasi cosa", si legge in uno dei messaggi ricevuti. A supporto della tesi, è stato inviato, inoltre, un link a un video YouTube in cui si sostiene che bombardamenti, fame e distruzione diffusi online sarebbero in parte costruiti ad arte.
Il canale che ospita quei video, "Allies for Peace", risulta creato da Clock Tower X, società fondata da Parscale, già responsabile della campagna digitale di Trump nel 2016. Nei crediti dei filmati compare la dicitura secondo cui i contenuti sono distribuiti dall’azienda per conto dello Stato di Israele. Messaggi analoghi sarebbero stati recapitati in diversi Stati, dalla California al Texas, talvolta anche in lingua spagnola. In alcune conversazioni gli interlocutori hanno indirizzato i destinatari verso un altro sito, "Allyvia", che promuove il rafforzamento dell’alleanza tra Usa e Israele in nome di sicurezza, prosperità e valori condivisi. Anche questa piattaforma è collegata a Clock Tower X e riporta nei disclaimer il riferimento al governo israeliano. Non esistono invece tracce verificabili di organizzazioni autonome chiamate "Friends for Peace" o "Partners in Peace"con l’identità descritta nei messaggi. In uno scambio testuale, la campagna avrebbe ammesso di utilizzare nomi diversi. Tutti i numeri identificati risultano basati su sistemi VoIP, tecnologia che consente l’invio massivo di Sms tramite internet.
Secondo alcune fonti, il contratto tra Clock Tower X e il ministero degli Esteri israeliano sarebbe stato incrementato fino a 9 milioni di dollari e includerebbe attività di analisi del sentimento dell’opinione pubblica statunitense e segmentazione di target specifici. L’iniziativa rientrerebbe nel cosiddetto "Project 545", programma volto a rafforzare la comunicazione strategica e la diplomazia pubblica di Israele in un momento di calo di consenso negli Stati Uniti. Il "Project 545", dal budget complessivo di 545 milioni di shekel (circa 145 milioni di dollari), è gestito attraverso il Government Advertising Bureau e implementata dal gruppo Havas Media Network. Almeno l’80% dei contenuti è pensato per raggiungere la Generazione Z su piattaforme come TikTok, Instagram, YouTube e podcast.
I questo caso specifico, i destinatari degli sms hanno riferito di non aver compreso chi li stesse realmente contattando. Le finalità sembrano, tuttavia, alquanto chiare e questa campagna di messaggistica si inserisce in un quadro più ampio di manipolazione dell'opinione pubblica, poca trasparenza nell'utilizzo di fondi pubblici e una collaborazione sempre più controversa tra enti privati e governativi.