Caso Epstein, dr Baden: "Jeffrey deceduto per strangolamento, non per impiccagione, è stato ucciso, procura insabbiò certificato morte"

Il medico legale presente all’autopsia contesta il suicidio per impiccagione e chiede nuovi accertamenti alla luce dei file desecretati

Il patologo forense Michael Baden, presente durante l'autopsia su Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per adescamento di minori e solicitazione di prostituzione nel 2008, ha dichiarato che il milionario non sarebbe morto per impiccagione, come descritto nel certificato di morte, ma per strangolamento. L'uomo, detenuto nel Metropolitan Correctional Center di New York in attesa di processo per traffico sessuale di minori e per cospirazione per traffico sessuale, è stato trovato senza vita nella sua cella il 10 agosto 2019. La sua morte è sempre stata legata a numerosi dubbi e ora Baden ha alimentato l'ipotesi dell'omicidio.

Caso Epstein, dr Baden: "Jeffrey deceduto per strangolamento, non per impiccagione, è stato ucciso, procura insabbiò certificato morte"

La causa della morte di Jeffrey Epstein dovrebbe essere nuovamente sottoposta a indagine. A sostenerlo è il patologo Michael Baden, presente all’autopsia del finanziere morto il 10 agosto 2019 nel Metropolitan Correctional Center di New York, dove era detenuto in attesa di processo per traffico sessuale di minori.

La versione ufficiale, stabilita dall’ufficio del medico legale della città guidato allora da Barbara Sampson, concluse per il suicidio per impiccagione. Baden, che partecipò all’esame autoptico come osservatore per conto della famiglia Epstein, non è però convinto. “La mia opinione è che la sua morte sia stata molto probabilmente causata da una pressione da strangolamento piuttosto che da impiccagione”, ha dichiarato al quotidiano britannico Telegraph, chiedendo “un’ulteriore indagine sulla causa e sulle modalità della morte”.

Secondo il medico, già all’epoca dell’autopsia erano necessarie ulteriori informazioni per giungere a una conclusione definitiva. Il certificato di morte, inizialmente, indicava la necessità di approfondimenti. La diagnosi finale di suicidio arrivò alcuni giorni dopo. Baden sostiene che, in casi insoliti o altamente sospetti, possono volerci settimane o mesi per determinare con certezza la causa del decesso.

A riaccendere il dibattito è stata la recente desecretazione di milioni di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense. Tra gli elementi citati da chi solleva dubbi vi sono la cosiddetta “presenza arancione” – una figura ripresa dalle telecamere mentre si avvicinava all’area della cella poche ore prima del ritrovamento del corpo – e l’assenza di alcune registrazioni video cruciali. Ulteriori polemiche riguardano comunicazioni ufficiali diffuse prima della scoperta del cadavere e presunte anomalie nella gestione della scena.

Gli avvocati di Epstein hanno dichiarato di non ritenersi soddisfatti delle conclusioni del medico legale. Le autorità federali, dal canto loro, hanno sempre respinto le ipotesi di omicidio, definendole teorie cospirative prive di fondamento.