Board of Peace, Tajani: "Non possiamo restare fuori da ricostruzione Gaza", opposizione: "Aggira Costituzione", domani audizione al Senato

Il ministro riferirà alle commissioni Esteri e Difesa sul ruolo dell’Italia nel Board of Peace. Le opposizioni: “Organismo opaco, rischio sudditanza agli Usa”

Sul Board of Peace, il contestatissimo organismo internazionale creato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la gestione della ricostruzione di Gaza, l'Italia si è pronunciata a favore, ma con riserva. Infatti, sebbene la Costituzione non permetta a Roma di parteciparvi, sia la premier Giorgia Meloni, sia il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno sottolineato la loro disponibilità a partecipare come membri osservatori.

Il segretario di Forza Italia (FI) ha aggiunto: "L'Italia non può restare fuori dalla ricostruzione della Striscia". Le opposizioni hanno criticato la decisione governativa, giudicandola come un "raggiro della Costituzione". Domani pomeriggio, martedì 17 febbraio alle ore 16.45, Tajani terrà un'audizione in Senato su questo.

Board of Peace, Tajani: "Non possiamo restare fuori da ricostruzione Gaza", opposizione: "Aggira Costituzione", domani audizione al Senato

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà ascoltato martedì 17 febbraio alle 16.45 davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato della Repubblica per riferire sulla partecipazione dell’Italia come Paese osservatore al Board of Peace.

L’annuncio è arrivato dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che in una nota ha spiegato come la decisione sia stata presa “di comune accordo” tra i rappresentanti dei gruppi parlamentari. L’audizione si terrà in commissione perché il calendario della settimana è riservato ai lavori delle commissioni e non prevede sedute d’Aula.

La scelta del governo di aderire come osservatore all’organismo internazionale promosso dagli Stati Uniti ha acceso il confronto politico. Tajani ha difeso la linea dell’esecutivo: “Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza. Anche questa è una chiave di lettura della nostra presenza da osservatori”. E ha aggiunto: “È giusto esserci perché è un’ulteriore conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente”.

Il ministro ha respinto le accuse di allineamento automatico a Washington: “Mi sembrano accuse senza senso. Allora anche la Commissione europea, che sarà presente con Dubravka Suica, è asservita all’America?”.

Dura la replica delle opposizioni. Esponenti di Pd, M5S e Avs parlano di “organismo opaco e privo di legittimazione internazionale”, accusando l’esecutivo di “inseguire iniziative unilaterali americane fuori dal perimetro delle Nazioni Unite”. Secondo i critici, la partecipazione italiana rischia di “indebolire la posizione europea” e di creare ambiguità rispetto al ruolo dell’Onu.

Tajani ha ribadito che l’Italia manterrà esclusivamente lo status di osservatore, nel rispetto dei vincoli costituzionali: “Non possiamo entrarvi per i noti motivi di incompatibilità”. L’audizione di martedì si preannuncia quindi come un passaggio chiave per chiarire la linea del governo davanti al Parlamento.