Francesca Albanese, anche Italia e Germania chiedono sue dimissioni da Onu dopo frasi su 'sistema silente' su genocidio a Gaza: "Accuse vergognose"

Francesca Albanese sotto attacco politico: ma nei testi ufficiali non ha mai definito Israele “nemico comune”. Le sue parole criticano un sistema, non uno Stato

Dopo la Francia, anche Germania e Italia hanno chiesto le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico come relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati. Parigi, Berlino e Roma hanno mosso l'accusa che lei non sia "adatta al suo ruolo" per un intervento che la relatrice ha tenuto il 7 febbraio all'Al Jazeera Forum a Doha, in cui ha parlato del genocidio a Gaza. Come ha spiegato lei stessa, alcune sue parole sono state "prese senza contesto e manipolate", mettendole in bocca che Israele sarebbe il nemico comune dell'umanità: "Sono tutte affermazioni vergognose".

Francesca Albanese, anche Italia e Germania chiedono sue dimissioni da Onu dopo frasi su 'sistema silente' su genocidio a Gaza: "Accuse vergognose"

Dopo la Francia, anche la Germania e l’Italia hanno preso ufficialmente le distanze da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, accusata di aver definito Israelenemico comune dell’umanità”. Un’accusa grave, ma che – alla luce dei fatti e dei testi ufficiali – non trova riscontro nelle parole effettivamente pronunciate dalla giurista italiana.

Durante una conferenza organizzata da Al Jazeera a Doha, Albanese ha denunciato quello che definisce un genocidio in corso a Gaza e l’inerzia, se non la complicità, della comunità internazionale. Nel frammento video diventato virale, il riferimento a Israele come “nemico comune” è stato estrapolato dal contesto, generando un’interpretazione che la stessa relatrice ha smentito in modo netto. Nel testo integrale del suo intervento, diffuso successivamente, Albanese chiarisce che il “nemico comune” non è uno Stato, ma un sistema politico, economico e militare che consente violazioni sistematiche del diritto internazionale.

Nonostante ciò, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che le sue posizioni “non sono adeguate all’incarico”, allineandosi alle critiche arrivate da Parigi e Berlino. Una presa di posizione che sembra però ignorare un principio fondamentale del sistema Onu: l’indipendenza dei relatori speciali. Come ha ricordato il portavoce delle Nazioni Unite, il dissenso politico non può trasformarsi automaticamente in delegittimazione personale.

Difendere Albanese non significa condividere ogni sua affermazione, ma riconoscere che non ha mai definito Israele “nemico dell’umanità. La sua critica è rivolta a un assetto globale che, a suo avviso, tollera crimini gravi e silenzia le responsabilità.