Nato, Usa cedono due basi agli alleati: quella di Napoli all'Italia mentre il presidio di Norfolk in Virginia al Regno Unito
La cessione dei comandi a Roma e Londra rappresenta un passaggio operativo verso una Nato più europea
Gli Usa cedono due comandi strategici della Nato agli alleati europei, segnando un cambio di passo nella distribuzione delle responsabilità militari dell’Alleanza. La base di Napoli passerà all’Italia, mentre il presidio di Norfolk in Virginia sarà guidato dal Regno Unito, in linea con l’indirizzo della Casa Bianca che chiede all’Europa di farsi carico in modo più diretto della propria sicurezza. La decisione, condivisa tra i 32 Paesi membri, rafforza il ruolo degli europei nella catena di comando senza intaccare la leadership statunitense al vertice dell’organizzazione.
Nato, Usa lasciano due basi agli alleati: quella di Napoli all'Italia mentre il presidio di Norfolk in Virginia al Regno Unito
Gli Stati Uniti trasferiranno la guida di due Joint Force Command di primo piano della Nato ai partner europei. Il comando di Napoli, responsabile del fronte sud dell’Alleanza, passerà all’Italia, mentre quello di Norfolk, in Virginia, che si concentra sul fronte nord e sulla sicurezza delle rotte transatlantiche, sarà affidato al Regno Unito. In parallelo, Washington assumerà la leadership delle forze marittime dell’Alleanza con sede proprio in Gran Bretagna, riequilibrando così l’assetto complessivo delle responsabilità operative. Un funzionario a Bruxelles ha spiegato che "gli alleati hanno concordato una nuova distribuzione delle responsabilità degli alti ufficiali all'interno della struttura di comando della Nato, in cui gli alleati europei, compresi i nuovi membri, svolgeranno un ruolo più importante nella leadership militare dell'Alleanza". I cambiamenti richiederanno alcuni mesi per essere attuati, ma sono già considerati un segnale concreto del trasferimento degli oneri dagli Stati Uniti verso l’Europa.
La riorganizzazione è stata approvata il 6 febbraio dal Comitato militare della Nato, composto dai rappresentanti dei 32 Paesi membri. Il Comando militare supremo dell’Alleanza resta comunque nelle mani degli Stati Uniti, affidato al generale Alexus Grynkewich dal quartier generale di Mons in Belgio. I tre Joint Force Command, Napoli, Norfolk e Brunssum nei Paesi Bassi, rispondono direttamente a questa catena di comando e costituiscono i principali poli operativi regionali. A Napoli, dove oggi è in carica l’ammiraglio statunitense George Wikoff, insediato nel novembre 2025, l’avvicendamento con un ufficiale italiano richiederà tempo, anche perché non esistono regole rigide sulla durata dei mandati a quel livello. Il ministero della Difesa guidato da Guido Crosetto considera però la decisione un riconoscimento del ruolo strategico dell’Italia nel fianco sud della Nato, un’area ritenuta cruciale per la stabilità del Mediterraneo allargato.
Anche Londra accoglie positivamente il nuovo incarico a Norfolk, che comporta la responsabilità della sicurezza delle rotte transatlantiche e della protezione dell’area nordica, inclusa la Groenlandia. Nel terzo presidio, quello di Brunssum, un generale polacco affiancherà il collega tedesco Ingo Gerhartz, rafforzando il peso dell’Europa orientale nella gestione del quadrante est, in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina. Il riassetto arriva dopo che Washington ha fatto sapere di voler valutare una riduzione della propria presenza militare in Europa per concentrarsi su altre priorità strategiche, come la competizione con la Cina. In questo quadro, la cessione dei comandi a Roma e Londra rappresenta un passaggio simbolico e operativo verso una Nato a trazione più europea, pur mantenendo salda la leadership statunitense al vertice dell’Alleanza.