"Israele prepara nuova offensiva militare a Gaza a marzo, riservisti Idf già richiamati, obiettivo spostare linea gialla" - RUMORS
Israele intensifica i piani militari per un possibile ritorno alla guerra a Gaza in primavera, con riserve pronte e Idf in allerta, contravvenendo al "piano di pace" in 20 punti
Secondo diverse fonti del deepstate e analisti internazionali, Israele starebbe già ora intensificando e accelerando i preparativi militari in vista di una nuova offensiva a Gaza, che dovrebbe iniziare in marzo. I piani di mobilitazione sarebbero già pronti e anche i riservisti dell'Idf sarebbero già stati richiamati al servizio. Ciò con l'obiettivo di spostare ancora di più la "linea gialla" verso l'interno dell'enclave, permettendo a Tel Aviv di controllare territori che, dal piano di pace in 20 punti di ottobre mediato dagli Usa, spetterebbero ai palestinesi. Continua quindi la fase di militarizzazione e occupazione permanente della Striscia da parte dello Stato Ebraico, pronto a realizzare il piano "Greater Israel".
"Israele prepara nuova offensiva militare a Gaza a marzo, riservisti Idf già richiamati, obiettivo spostare linea gialla" - RUMORS
Alti funzionari della difesa israeliana stanno intensificando i preparativi militari per un ritorno al combattimento nella Striscia di Gaza, in un contesto di crescente tensione con Hamas nonostante la tregua in vigore. Secondo quanto riportato da fonti israeliane, tra cui il quotidiano Ynet, la leadership della sicurezza considera la primavera come una possibile finestra temporale per una nuova offensiva, dato "l’aumento delle attività di Hamas nelle aree adiacenti alla cosiddetta zona cuscinetto” tra Israele e Gaza.
Le autorità israeliane, in particolare il Ministero della Difesa e l’Idf, stanno già pianificando un possibile aumento delle chiamate alle riserve e la preparazione di piani operativi che prevedono una “transizione rapida” verso un’offensiva di più vasta scala qualora le condizioni sul campo dovessero deteriorarsi.
Gran parte delle preoccupazioni nascono da giustificazioni israeliane che riguardano Hamas: per lo Stato Ebraico, pur sottoposto a forti pressioni militari e diplomatiche, il movimento continua a ricostruire capacità militari compromesse durante il genocidio e a mantenere un nucleo significativo di combattenti attivi, oltre alla disponibilità di nuovi fondi che facilitano il pagamento dei salari e la possibile recluta di nuovi membri.
Israele ha chiarito, tuttavia, che per il momento non ci sono ordini politici ufficiali per una ripresa immediata delle operazioni a Gaza. Le decisioni operative, secondo fonti ufficiali, restano subordinate a sviluppi futuri sul terreno e all’esito delle trattative diplomatiche in corso.
La tregua in vigore, mediata con l’aiuto di attori internazionali, ha visto recentemente la riapertura del valico di Rafah con l’Egitto sotto condizioni di controllo prettamente israeliano, mentre uccisioni di palestinesi da parte di Tel Aviv continuano a verificarsi lungo la linea di demarcazione.
Il ritorno alle armi, se dovesse materializzarsi, potrebbe segnare un drastico ritorno alle ostilità su vasta scala dopo mesi di tensioni intermittenti e colloqui di pace parziali, e confermerebbe quanto fragili restino gli equilibri nella regione nonostante gli sforzi diplomatici. Un segno della militarizzazione e occupazione permanente della Striscia che Israele ha sempre voluto, pronto a conquistarla, deportando i palestinesi, per realizzare il piano del "Greater Israel".