Trilaterale Usa-Russia-Ucraina ad Abu Dhabi, negoziati flop: accordo solo su scambio 314 prigionieri, nessuna intesa sui territori

Qualche progresso sarebbe stato registrato sul fronte militare, in particolare sui meccanismi di monitoraggio del cessate il fuoco e sulla creazione di un centro di coordinamento. Tuttavia, il nodo cruciale della trattativa, quello territoriale, resta completamente irrisolto. Mosca continua infatti a rivendicare l’intero Donbass, la Crimea, Zaporizhzhia, Kherson e Sumy

Si è concluso di fatto con un flop il trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi. L’accordo è stato raggiunto solamente sullo scambio di 314 prigionieri, mentre non è emersa alcuna intesa sui territori (Donbass, Crimea, Zaporizhzhia, Kherson e Sumy), vero nodo centrale del conflitto.

Trilaterale Usa-Russia-Ucraina ad Abu Dhabi, negoziati flop: accordo solo su scambio 314 prigionieri, nessuna intesa sui territori

La seconda tornata di colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi si è rivelata un flop e non ha prodotto i risultati sperati. L’unica intesa raggiunta riguarda lo scambio di 314 prigionieri, annunciata dall’inviato americano Steve Witkoff. Poco dopo, la portavoce del capo delegazione ucraino Rustem Umerov, Diana Davitian, ha comunicato ufficialmente la fine dei negoziati.

Come già avvenuto nel primo round del 23-24 gennaio, sempre negli Emirati Arabi Uniti, gli incontri si sono svolti secondo una geometria variabile: iniziali consultazioni a tre, seguite da discussioni nei gruppi di lavoro e infine un nuovo allineamento delle posizioni in formato trilaterale.

Secondo quanto riferito da Rbc-Ucraina, qualche progresso sarebbe stato registrato sul fronte militare, in particolare sui meccanismi di monitoraggio del cessate il fuoco e sulla creazione di un centro di coordinamento. Tuttavia, il nodo cruciale della trattativa, quello territoriale, resta completamente irrisolto. Mosca continua infatti a rivendicare l’intero Donbass, la Crimea, Zaporizhzhia, Kherson e Sumy. Lo stesso Witkoff ha ammesso che non si è arrivati alla svolta auspicata.

Nonostante ciò, l’inviato statunitense ha voluto sottolineare su X che, “sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare, iniziative come questa dimostrano che un impegno diplomatico costante sta producendo risultati tangibili e sta facendo progredire gli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina”. I canali di comunicazione, dunque, restano aperti. “Le discussioni proseguiranno e si prevedono ulteriori progressi nelle prossime settimane”, ha assicurato Witkoff.

Sulla stessa linea anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nel suo discorso serale ha dichiarato: “Oggi ho ricevuto un rapporto dal nostro team negoziale dopo due giorni di incontri e colloqui negli Emirati Arabi Uniti, con la parte americana e con la parte russa. Mi aspetto che il team a Kiev mi fornisca un rapporto completo di persona, poiché molti aspetti non possono essere adeguatamente discussi telefonicamente. Ciò che si può già dire è che sono previsti ulteriori incontri nel prossimo futuro, probabilmente negli Stati Uniti”.