Colloqui Usa-Iran su nucleare venerdì in Oman, Trump pensa al dietrofront dopo drone su portaerei Lincoln, poi conferma: “Voglio negoziare”

Sul tavolo negoziale, Washington ha posto tre condizioni fondamentali a Teheran affinché cessino le azioni ostili. La prima riguarda l’interruzione totale dell’arricchimento dell’uranio, sia per scopi militari sia civili. La seconda prevede una forte limitazione del programma missilistico iraniano. La terza, infine, chiede la fine del sostegno ai delegati regionali come gli Houti, Hezbollah o Hamas

I colloqui tra Stati Uniti e Iran sul nucleare si terranno venerdì in Oman dopo giorni di forte tensione nel Golfo. Nel frattempo, Donald Trump aveva valutato un possibile dietrofront dopo l’abbattimento di un drone iraniano avvicinatosi alla portaerei Lincoln. Tuttavia, il presidente Usa ha poi confermato la prosecuzione i colloqui: “Voglio negoziare”.

Colloqui Usa-Iran su nucleare venerdì in Oman, Trump pensa al dietrofront dopo drone su portaerei Lincoln, poi conferma: “Voglio negoziare”

L’amministrazione Trump ha acconsentito alla richiesta dell’Iran di spostare in Oman, e non più in Turchia, i colloqui previsti tra i due Paesi, che nei giorni scorsi erano sull’orlo di un conflitto armato. A riferirlo è il sito Axios, citando una fonte araba, secondo cui è attualmente in corso anche una discussione sul possibile allargamento della riunione ad altri Paesi a maggioranza musulmana.

La decisione arriva dopo una fase di fortissima tensione militare. Nella giornata di martedì si sono verificate schermaglie navali nello Stretto di Hormuz, quando motovedette di Teheran hanno tentato di avvicinare una petroliera statunitense. Nello stesso contesto, un drone iraniano è stato abbattuto dalla portaerei americana Lincoln perché ritenuto troppo vicino e potenzialmente minaccioso.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, proprio dopo questi episodi il presidente Donald Trump avrebbe seriamente preso in considerazione l’ipotesi di abbandonare i colloqui con l’Iran. Gli stessi funzionari ammettono di non conoscere le ragioni che hanno poi spinto il tycoon a cambiare nuovamente linea e a confermare l’incontro diplomatico.

Sul tavolo negoziale, Washington ha posto 3 condizioni fondamentali a Teheran affinché cessino le azioni ostili. La prima riguarda l’interruzione totale dell’arricchimento dell’uranio, sia per scopi militari sia civili. La seconda prevede una forte limitazione del programma missilistico iraniano. La terza, infine, chiede la fine del sostegno ai delegati regionali come gli Houti, Hezbollah o Hamas, qualunque dovesse essere il loro destino nei prossimi mesi.