"Team Usa ha incontrato gruppo separatista Alberta Prosperity Project per parlare di indipendenza del Canada e di entrare in orbita americana" - RUMORS

Incontri riservati tra funzionari dell’amministrazione Trump e separatisti dell’Alberta per discutere un piano da 500 miliardi di dollari in vista di un possibile referendum sull’indipendenza

Un team di rappresentanti americani vicini al presidente Donald Trump avrebbe incontrato almeno tre volte un gruppo separatista canadese, Alberta Prosperity Project (AAP). I colloqui sarebbero solo il primo passo di un percorso in cui, secondo diverse fonti, gli Stati Uniti appoggerebbero la secessione e l'indipendenza della regione canadese di Alberta, ricca di petrolio, per poi portarla sotto la propria orbita.

"Team Usa ha incontrato gruppo separatista Alberta Prosperity Project per parlare di indipendenza del Canada e di entrare in orbita americana" - RUMORS

Una serie di incontri tra funzionari dell’amministrazione Trump e leader dell'APP, un gruppo che promuove la secessione della provincia canadese dell’Alberta dal resto del Canada, ha scatenato una crisi diplomatica tra Stati Uniti e Canada, secondo un’indagine del Financial Times confermata da fonti ufficiali.

Tra aprile 2025 e gennaio 2026, membri dell’APP hanno incontrato tre volte rappresentanti del Dipartimento di Stato degli Usa a Washington D.C., con ulteriori colloqui previsti a febbraio per discutere un piano di finanziamento fino a 500 miliardi di dollari destinato a sostenere un eventuale referendum sull’indipendenza.

Secondo il legale del gruppo, Jeff Rath, gli interlocutori statunitensi avrebbero espresso interesse verso un’Albertalibera e indipendente”, definendola un potenziale “partner naturale” per gli Usa. Gli incontri, a giudizio di Rath, rifletterebbero un rapporto più solido con l’amministrazione americana rispetto a quello con il governo di Ottawa.

Il movimento separatista, che capitalizza il malcontento in Alberta per la redistribuzione dei proventi petroliferi e per le politiche federali giudicate penalizzanti, sta raccogliendo firme per un referendum previsto entro il 2026. Secondo il Financial Times, il piano include la richiesta di una massiccia linea di credito da parte degli Stati Uniti per finanziare la transizione economica in caso di secessione.

La risposta politica in Canada è stata severa. Il premier canadese Mark Carney ha sottolineato che il presidente Trump non ha mai sollevato la questione dell’indipendenza nei loro colloqui e ha ribadito l’aspettativa che gli Stati Uniti rispettino la sovranità canadese.

La vicenda ha sollevato accuse di tradimento da parte del premier della Columbia Britannica, David Eby, che ha definito le interazioni con un potere straniero volte a indebolire l’integrità territoriale del Canada come inaccettabili. Alcuni analisti mettono in guardia sul rischio di interferenze straniere e possibili implicazioni per la stabilità delle relazioni bilaterali.

Restano dubbi sull’effettiva volontà politica statunitense di sostenere formalmente la secessione, e fonti ufficiali di Washington definiscono gli incontri come “normali colloqui con gruppi della società civile”.