Epstein files, Salvini citato 89 volte tra Jeffrey e Steve Bannon: "Raccolgo fondi per Le Pen e Salvini così possono candidarsi con liste complete"
Dalle carte emerge che Bannon incontrò Salvini più volte nel 2018, tra Milano e Roma, mentre lavorava alla costruzione di The Movement
Nei documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia Usa il nome di Matteo Salvini compare 89 volte nelle conversazioni tra Jeffrey Epstein e Steve Bannon. Non emergono collegamenti con i traffici sessuali del finanziere, ma piuttosto un carteggio politico incentrato sulla crescita delle destre europee. Tra le frasi più pesanti quella di Bannon "Raccolgo fondi per Le Pen e Salvini così possono candidarsi con liste complete", affermazione smentita con forza dalla Lega che parla di "millanterie" e annuncia battaglia contro ogni accostamento.
Epstein files, Salvini citato 89 volte tra Jeffrey e Steve Bannon: "Raccolgo fondi per la Lega così possono candidarsi con liste complete"
Le comunicazioni risalgono al biennio 2018-2019, nel pieno dell’ascesa della Lega. Epstein, morto in carcere nell’agosto 2019, si mostrava interessato alla politica europea e al progetto di The Movement, la rete sovranista costruita da Bannon. Salvini è uno dei nomi ricorrenti, insieme a Marine Le Pen, Viktor Orbán e Nigel Farage, in un disegno che puntava a ribaltare gli equilibri del Parlamento europeo. Il passaggio più delicato è datato 5 marzo 2019, quando Bannon scrive di essere concentrato a "raccogliere fondi per Le Pen e Salvini così che possano candidarsi con liste complete". La Lega ha risposto con una nota netta "Non abbiamo mai chiesto né ricevuto finanziamenti. Si tratta di gravi millanterie". Il partito parla di una dinamica che richiama "campagne di fango" già viste in passato e ribadisce che il segretario si difenderà in ogni sede.
Dalle carte emerge che Bannon incontrò Salvini più volte nel 2018, tra Milano e Roma, mentre lavorava alla costruzione di The Movement. In un messaggio di marzo scrive "Sto andando a Milano per una riunione con Salvini". In un altro si definisce "advisor per il Front, Salvini la Lega, AfD, Orbán, Farage", con l’obiettivo dichiarato di spostare l’asse dell’Europarlamento. Tra Epstein e Bannon non mancano toni ironici. Dopo un incontro romano tra lo stratega e il leader leghista, Epstein scrive "Speriamo che tu sia seduto sulle ginocchia di Salvini". Bannon replica "Al contrario", e il finanziere chiude "Ma lui non se ne accorge". In un’altra mail Epstein annota che Salvini "non parla inglese", segno di un rapporto mediato soprattutto da Bannon.
Nel dicembre 2018 Bannon prospetta uno scenario in cui Salvini, dopo una vittoria alle europee, avrebbe potuto spingere per elezioni anticipate in Italia. Il progetto non si realizza come previsto. Alle europee del 26 maggio 2019 la Lega vince ma sotto le aspettative dello stratega. In un messaggio in tempo reale sullo spoglio Bannon scrive "Salvini tra 28 e 31 seggi ha raggiunto il picco troppo presto. Ora è Le Pen che controlla la situazione". Epstein replica con soddisfazione "Macron giù. Boris su. Merkel giù. Tu su. OTTIMO". Le opposizioni chiedono chiarimenti sulle interlocuzioni che coinvolgono il leader leghista. Dal Pd arriva l’annuncio di un’interrogazione parlamentare per capire perché Epstein mostrasse un interesse così marcato per Salvini e quali fossero i contenuti delle discussioni. La replica della Lega resta ferma "Vicenda infondata. Nessun finanziamento. Nessun legame. Solo messaggi ridicoli".
Gli Epstein files non attribuiscono a Salvini responsabilità penali né collegamenti con i crimini del finanziere. Raccontano però di un intreccio politico internazionale tra Epstein e Bannon che guardava all’Italia come snodo strategico per l’avanzata delle destre in Europa. Ad essere menzionati nei files sono anche Papa Francesco, un hacker anonimo calabrese, la squadra di calcio rosso e nera con Maria Sole Agnelli, John Elkann, e Giuseppe Conte, su cui Bannon scrive: “Trump promette di accoglierlo alla Casa Bianca”. Pagine che raccontano incontri, strategie, battute e affermazioni clamorose che oggi indeboliscono l'immagine della Lega, mentre questa ribadisce che si tratta solo di parole senza riscontro nei fatti.