Iran, venerdì colloqui Witkoff-Araghchi ad Istanbul, sul tavolo possibile accordo su nucleare, Khamenei: “Sconfitto complotto CIA-Mossad”
L'inviato Usa Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul per discutere di un possibile accordo sul nucleare. Sarebbe il primo incontro tra funzionari statunitensi e iraniani dal fallimento dei negoziati e dalla guerra di 12 giorni dello scorso giugno
L’inviato Usa Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul per discutere di un possibile accordo sul nucleare. Sarebbe il primo faccia a faccia tra Stati Uniti e Iran dopo il fallimento dei negoziati e la guerra di 12 giorni dello scorso giugno. L’incontro arriva in un contesto di forte rafforzamento militare statunitense nel Golfo. Secondo fonti diplomatiche, il faccia a faccia è frutto di intensi sforzi di Turchia, Egitto e Qatar. Intanto l’ayatollah Khamenei accusa Stati Uniti e Israele di aver orchestrato le recenti proteste interne, sventando quello che definisce un complotto CIA-Mossad.
Iran, venerdì colloqui Witkoff-Araghchi ad Istanbul, sul tavolo possibile accordo su nucleare, Khamenei: “Sconfitto complotto CIA-Mossad”
L'inviato Usa Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul per discutere di un possibile accordo sul nucleare. Lo scrive Axios citando due fonti informate sui fatti. Una terza fonte a conoscenza dei preparativi ha affermato che un incontro venerdì rappresenterebbe "lo scenario migliore", ma ha avvertito che nulla è definitivo finché non si concretizza. Questo sarebbe il primo incontro tra funzionari statunitensi e iraniani dal fallimento dei negoziati e dalla guerra di 12 giorni dello scorso giugno.
Se confermato, si tratterebbe del primo faccia a faccia tra rappresentanti di Stati Uniti e Iran dopo il fallimento dei negoziati e la cosiddetta guerra dei 12 giorni dello scorso giugno. Il possibile incontro arriva in un contesto di forte rafforzamento militare statunitense nel Golfo.
Secondo le fonti, l'incontro Araghchi-Witkoff è il risultato di intensi sforzi diplomatici portati avanti negli ultimi giorni da Turchia, Egitto e Qatar. Oggi i ministri degli Esteri di Ankara e del Cairo hanno avuto nuovi contatti con Araghchi per discutere l'organizzazione del faccia a faccia. I media statali iraniani hanno inoltre riferito che il presidente Masoud Pezeshkian ha dato disposizione di riavviare i negoziati con l'Amministrazione Trump.
L'ayatollah Ali Khamenei è tornato ad accusare Stati Uniti e Israele di avere fomentato le proteste delle prime settimane di gennaio in Iran. "La recente sedizione è stata orchestrata dai sionisti e dagli Stati Uniti", si legge in un post della guida suprema iraniana su X. "Sono stato informato attraverso un canale specifico che la Cia e il Mossad hanno schierato tutte le loro risorse sul campo! Ciononostante, sono stati sconfitti. Il piano della sedizione è stato elaborato e gestito all'estero", ha assicurato. Del resto secondo Khamenei lo ha ammesso anche il presidente americano Donald Trump quando "si è rivolto esplicitamente a questi rivoltosi e ha detto loro: 'Continuate, continuate. Sto arrivando'"
"La recente sedizione non è stata la prima né sarà l'ultima. Dopotutto, siamo un Paese in conflitto con gli interessi degli aggressori globali. Quanto durerà questa situazione? Finché la nazione iraniana non raggiungerà un punto in cui il nemico non avrà più speranze. E noi raggiungeremo quel punto", ha assicurato Khamenei. Secondo l'ayatollah, "le forze dell'ordine, i Basij e l'Irgc hanno svolto appieno i loro compiti. Ma è stata la popolazione stessa a spegnere il fuoco della sedizione".