Gaza, dietrofront di Hamas: “Mai fatto accordo per consegnare le armi”, Marzouk: “Pronti a trasferire governance a Comitato palestinese”
Mousa Abu Marzouk, alto funzionario di Hamas, ha dichiarato che non esiste alcuna base negoziale sul tema del disarmo: "Un accordo per la consegna delle armi non è mai avvenuto, non abbiamo mai parlato per un solo istante della consegna delle armi, o di una qualsiasi formula sulla distruzione, la resa o il disarmo"
Hamas sembra aver fatto dietrofront su un presunto accordo per la consegna delle armi, negando che sia mai esistita un’intesa sul disarmo del movimento. A dirlo è l’alto funzionario Mousa Abu Marzouk, che esclude contatti con Stati Uniti o mediatori internazionali su questo tema. Secondo Hamas, la questione delle armi non è mai stata oggetto di discussione. Resta invece aperto il fronte politico sul futuro della Striscia di Gaza: il movimento si dice pronto a trasferire la governance a un comitato palestinese di tecnocrati.
Gaza, dietrofront di Hamas: “Mai fatto accordo per consegnare le armi”, Marzouk: “Pronti a trasferire governance a Comitato palestinese”
Non c’è mai stato alcun accordo per il disarmo di Hamas. A ribadirlo è Mousa Abu Marzouk, alto funzionario del movimento islamista palestinese, intervistato da al Jazeera, che ha smentito in modo netto le indiscrezioni su presunte intese per la consegna delle armi. "Non abbiamo ancora discusso delle armi, nessuno ce ne ha parlato direttamente. Non abbiamo parlato con la parte americana o con i mediatori su questo tema, quindi non possiamo parlare di cosa significhi o quale sia l'obiettivo", ha affermato Marzouk.
Il dirigente di Hamas ha poi rincarato la dose, chiarendo che non esiste alcuna base negoziale sul tema del disarmo: un accordo per la consegna delle armi, ha aggiunto, "non è mai avvenuto, non abbiamo mai parlato per un solo istante della consegna delle armi, o di una qualsiasi formula sulla distruzione, la resa o il disarmo". Marzouk ha quindi posto una domanda retorica, mettendo in dubbio l’efficacia dei canali diplomatici: se Israele, gli Stati Uniti e l’Occidente non sono riusciti a disarmare Hamas in due anni di guerra, "come potranno ottenerlo attraverso i negoziati?".
Abu Marzouk ha inoltre rivendicato il ruolo di Hamas come autorità di fatto nella Striscia di Gaza, sottolineando che è il movimento a garantirne la gestione e la sicurezza. "Il movimento ha riportato l'ordine nella Striscia di Gaza per servire il popolo palestinese e preservarne la sicurezza", ha detto, respingendo l’idea di una perdita di controllo sul territorio.
Le dichiarazioni arrivano a due giorni dalle parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che dopo il ritrovamento dei resti dell’ultimo ostaggio ha ribadito che è giunto il momento per Hamas di disarmare. Il piano in 20 punti presentato da Trump per il futuro di Gaza prevede infatti la smilitarizzazione della Striscia e il disarmo del gruppo islamista, considerato un punto centrale per qualsiasi prospettiva di stabilizzazione.
Parallelamente, Hamas ha però fatto sapere di essere pronta a trasferire la governance di Gaza a un comitato tecnocratico palestinese. Una mossa che, nelle intenzioni del movimento, non implicherebbe però la rinuncia alle armi. "I protocolli sono stati predisposti, i dossier sono completi e sono stati istituiti i comitati per supervisionare il passaggio di consegne, garantendo il completo trasferimento della governance della Striscia di Gaza in tutti i settori al comitato tecnicocratico", ha dichiarato all’Afp il portavoce di Hamas, Hazem Qassem.
Tra le condizioni poste dal gruppo islamista figura anche la riapertura completa del valico di Rafah, al confine tra Gaza ed Egitto. Qassem ha precisato che il passaggio "deve essere aperto in entrambe le direzioni, con piena libertà di entrata e uscita dalla Striscia di Gaza, senza alcun ostacolo israeliano".