Omicidio Alex Pretti, sospesi i due agenti ICE che lo hanno ucciso, 16 arresti a Minneapolis, Bondi: "Hanno aggredito federali"
Gli agenti della Polizia di frontiera degli Stati Uniti coinvolti nella sparatoria mortale di Alex Pretti a Minneapolis sono stati sospesi tramite una "procedura standard"
La portavoce del dipartimento per la Sicurezza interna, Tricia McLaughlin, ha reso noto che i due agenti ICE che hanno ucciso Alex Pretti a Minneapolis sono stati sospesi dal servizio. Gli agenti non sono stati identificati pubblicamente. Intanto, a Minneapolis sono state arrestate 16 persone. La procuratrice generale Usa Pam Bondi: "Hanno aggredito gli agenti".
Omicidio Alex Pretti, sospesi i due agenti ICE che lo hanno ucciso
Gli agenti della Polizia di frontiera degli Stati Uniti coinvolti nella sparatoria mortale di Alex Pretti a Minneapolis sono stati sospesi tramite una "procedura standard". Pretti, un infermiere di 37 anni, era stato ucciso con dieci colpi di arma da fuoco mentre era immobilizzato a terra. In queste settimane Minneapolis è diventata teatro di diverse uccisioni e aggressioni da parte degli agenti ICE. Oltre a Pretti, particolare rilevanza ha avuto l'uccisione della 37enne Renee Good.
Nella giornata di ieri il presidente americano Donald Trump ha annunciato una "piccola de-escalation" nella città con un ritiro parziale degli agenti federali impegnati nei raid antimmigrazione. Tuttavia, non si fermano comunque gli scontri verbali, come quello col sindaco Frey, il quale ha dichiarato che non applicherà le leggi federali sull'immigrazione: "Qualcuno potrebbe spiegargli che questa dichiarazione costituisce una gravissima violazione della legge e che sta GIOCANDO CON IL FUOCO?" ha scritto su Truth il tycoon.
"Quanto sta accadendo a Minneapolis non ha niente a che vedere con la sicurezza né, penso, con l'immigrazione. Si tratta di una ritorsione politica, e questo dovrebbe preoccupare tutti in America", ha ribattuto il primo cittadino.
A Minneapolis arrestate 16 persone, Bondi: "Hanno aggredito agenti"
La procuratrice generale Usa, Pam Bondi, ha annunciato che gli agenti federali hanno identificato e arrestato 16 persone a Minneapolis, accusate di aver aggredito agenti delle forze dell'ordine federali durante le proteste. "L'ho già detto e lo ripeterò: niente fermerà il presidente Trump e il Dipartimento di Giustizia nell'applicazione della legge", ha scritto, avvisando che sono previsti ulteriori arresti.