"Israele prepara raid su Gaza nord, Jabalia e Beit Hanoun militarizzate in modo permanente", continua occupazione illegale - RUMORS
Israele rafforza la “linea gialla” a nord di Gaza, espandendosi, distruggendo edifici e colmando i "tunnel di Hamas"; mentre la resistenza persiste, l’esercito prepara nuove offensive e non prevede ritiri
Secondo fonti del deepstate e diversi funzionari vicini al governo israeliano, Tel Aviv starebbe preparando raid imminenti sul nord di Gaza, volti a radere al suolo completamente gli edifici civili e a spostare la "linea gialla" ancora più verso l'interno della Striscia. Come visibile anche dai satelliti, i centri di Jabalia e Beit Hanoun sono già militarizzati in modo permanente. Perciò, molti osservatori internazionali vedono nei possibili futuri attacchi solamente la continuazione dell'occupazione illegale dei Territori palestinesi, in barba all'"accordo di pace" mediato dagli Usa del 10 ottobre 2025.
"Israele prepara raid su Gaza nord, Jabalia e Beit Hanoun militarizzate in modo permanente", continua occupazione illegale -RUMORS
Israele sta rafforzando la sua presenza militare nel nord della Striscia di Gaza, preparando nuove operazioni offensive nelle vaste aree già devastate dai combattimenti, secondo una dettagliata ricostruzione del quotidiano israeliano Ynet e analisi di fonti internazionali. Gran parte della zona, in particolare i campi di Jabalia e l’area di Beit Hanoun, è stata trasformata in una zona fortificata permanente, con carri armati, fanteria, torri di sorveglianza e droni dispiegati lungo quella che l’esercito definisce la "linea gialla", una sorta di confine de facto all’interno dell’enclave palestinese.
Le unità di ingegneria militare israeliana stanno sistematicamente demolendo gli edifici rimasti in piedi e colmando tunnel sotterranei con grandi quantità di cemento, con l’obiettivo dichiarato di "eliminare eventuali rifugi sotterranei usati dalla resistenza". Intere città, come Beit Hanoun, risultano segnate per la demolizione, indipendentemente da qualsiasi piano di ritorno o ricostruzione civile. Anche dopo fasi di tregua, continua la distruzione su vasta scala: oltre 2500 edifici sono stati rasi al suolo dall’inizio del cessate il fuoco, secondo analisi di immagini satellitari.
La strategia militare israeliana, definita “combattere tra le rovine”, mira a negare ogni possibilità di copertura o di resistenza nascosta, poiché le forze considerano il terreno stesso come un campo di battaglia permanente.
Sulla base di questi sviluppi, Stati Uniti e mediatori internazionali continuano a promuovere discussioni sulla tregua e su piani di sicurezza e governance post-conflitto, ma sul campo le forze israeliane si preparano a nuove offensive e a una militarizzazione e occupazione permanente della Striscia, non alla ricostruzione.