Sudan, scontri tra Rsf e Saf ad Al-Obeid nel Kordofan Settentrionale, ong: "Usati droni, colpiti e uccisi anche diversi civili"

L’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha segnalato che, nella prima metà di dicembre, oltre 100 civili sono stati uccisi nell’intera regione del Kordofan

Nelle ultime settimane si è registrata un’escalation di attacchi con droni all’interno e nei dintorni di al-Obeid, nel Sudan centrale. Lo riporta Reuters, citando fonti locali che descrivono un netto deterioramento delle condizioni di sicurezza e un aumento delle vittime civili, con almeno due episodi particolarmente gravi.

Al-Obeid, capitale dello Stato del Kordofan Settentrionale, riveste un ruolo strategico: è situata nella regione del Kordofan, area di collegamento tra il Darfur – roccaforte delle Forze di supporto rapido (Rsf) – e le zone orientali del Paese controllate dalle Forze armate sudanesi (Saf). Secondo le testimonianze raccolte, dopo aver consolidato il controllo sul Darfur occidentale alla fine di ottobre, le Rsf avrebbero rivolto l’offensiva verso il Kordofan, intensificando raid aerei con droni, ormai condotti con cadenza settimanale. Nello stesso periodo, sempre stando ai residenti, unità di terra delle Rsf avrebbero iniziato a occupare villaggi e piccoli centri e a stringere d’assedio alcune città del Kordofan meridionale.

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Pur in presenza di una minaccia crescente, le Rsf non avrebbero ancora raggiunto direttamente al-Obeid. La vita quotidiana in città sarebbe continuata, sebbene con una riduzione della popolazione a seguito di un parziale esodo avvenuto alla fine del 2025, in concomitanza con l’intensificarsi dei combattimenti. Le forze armate sudanesi e i gruppi alleati avrebbero invece rafforzato le proprie posizioni nelle aree periferiche, predisponendo linee difensive.

Le ong presenti sul territorio inoltre denunciano che gli attacchi con droni sono molto "imprecisi" e "uccidono e colpiscono" molti civili.

L’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha segnalato che, nella prima metà di dicembre, oltre 100 civili sono stati uccisi nell’intera regione del Kordofan. A conferma di un possibile aumento dei decessi anche ad al-Obeid, immagini satellitari analizzate dallo Yale Humanitarian Research Lab indicherebbero la comparsa di circa 100 nuove sepolture in due cimiteri nell’arco di due settimane, tra il 2 e il 14 gennaio. Le stesse immagini, secondo quanto riferito, mostrerebbero inoltre danni da bombardamento alla centrale elettrica della città e la realizzazione di terrapieni intorno all’area urbana, interpretati come misure difensive in vista di un possibile accerchiamento da parte delle Rsf.

Tra gli episodi più drammatici riportati, i residenti citati da Reuters menzionano un attacco avvenuto il 5 novembre nel villaggio di al-Luweib, nei pressi di al-Obeid. In quella giornata, decine di persone si erano riunite per un funerale quando, dopo il passaggio di un’ambulanza delle Joint Forces, alleate dell’esercito, un drone avrebbe sorvolato l’area e aperto il fuoco sulla folla. Secondo quattro testimoni intervistati, l’attacco avrebbe causato la morte di 65 persone, in gran parte donne e bambini. Una testimone, Safaa Hassan, ha raccontato di essersi resa conto dell’esplosione solo dopo essere stata colpita da schegge, riportando ustioni e ferite.