Attacco Iran, Israele pressa, Usa tentennano ma continuano schieramento militare insieme a Uk in Giordania e Qatar - RETROSCENA
Israele spinge Washington verso lo scontro con Teheran mentre Usa e Regno Unito schierano caccia, portaerei e sistemi anti-drone: l’attacco all’Iran appare sempre più vicino
Continua a salire la tensione in Medio Oriente, soprattutto da parte israeliana. In tutto il Paese l'allerta dei sistemi di difesa è stata alzata ai massimi livelli e si moltiplicano riunioni di gabinetto della sicurezza interna per organizzarsi nel caso di un attacco americano all'Iran e di una controffensiva di Teheran. I media israeliani hanno stimato che, tra oggi e domani, lo schieramento di aerei e navi da guerra americani e inglesi (che si sono aggiunti ieri) in Medio Oriente sarebbe completo e, quindi, un eventuale raid sulla Repubblica Islamica potrebbe accadere da quel momento in poi.
Gli Stati Uniti, nel mentre, proseguono con l'invio di velivoli e navi verso la Giordania e il Qatar, ma tentennano sull'attacco tanto spinto da Tel Aviv, ancora in attesa di una risposta iraniana su un accordo che vorrebbe una diminuzione dell'arsenale missilistico e delle risorse nucleari del Paese.
Attacco Iran, Israele pressa, Usa tentennano ma continuano schieramento militare insieme a Uk in Giordania e Qatar - RETROSCENA
Nelle ultime ore il quadro strategico in Medio Oriente si è fatto sempre più teso, con segnali convergenti che indicano la possibilità concreta di un attacco militare statunitense contro l’Iran. Secondo Channel 13, le Forze di Difesa Israeliane hanno completato i preparativi in vista di un’azione americana, mentre il pieno dispiegamento delle forze Usa nella regione dovrebbe concludersi entro circa 24 ore. Da quel momento, riferiscono le fonti israeliane, la questione dipenderà esclusivamente da decisione e tempistiche politiche di Washington.
Israele, nel frattempo, non si limita ad osservare. Il primo ministro Benjamin Netanyahu sta conducendo una discussione di sicurezza definita “multi-arena” con i vertici militari e dell’intelligence, segnale che Tel Aviv considera l’eventualità di un’escalation non solo plausibile, ma imminente. Secondo KANN News, le autorità israeliane ritengono che l’attacco non sarà immediato, ma che l’attesa possa durare ancora alcuni giorni, durante i quali Israele manterrà le forze in stato di massima allerta.
Il messaggio politico è chiaro: Israele sta spingendo apertamente gli Stati Uniti verso un confronto diretto con Teheran, considerato da anni la principale minaccia strategica. Questa pressione si traduce ora in una sincronizzazione operativa tra alleati, con Israele pronto a muoversi in parallelo o a reagire a eventuali ritorsioni iraniane.
Sul piano militare, i segnali sono difficili da ignorare. Gli Stati Uniti hanno schierato nel Medio Oriente il sistema EAGLS (Electronic Advanced Ground Launcher System), una piattaforma automatizzata per il lancio di razzi guidati da 70 mm, progettata per contrastare droni e minacce a corto raggio. L’uso di munizioni laser-guidate come l’APKWS indica una preparazione mirata a scenari di attacco asimmetrico, tipici di un conflitto con l’Iran e i suoi alleati regionali.
Le immagini satellitari mostrano inoltre un rafforzamento significativo della presenza aerea americana in Giordania, presso la base di Muwaffaq Salti: almeno 17 caccia F-15E Strike Eagle e diversi aerei da trasporto C-17 sono stati dispiegati nell’ultima settimana. Si tratta di velivoli pensati per missioni di attacco profondo, capaci di colpire infrastrutture strategiche e obiettivi fortificati.
A questi movimenti si aggiunge il trasferimento della portaerei USS George H. W. Bush verso il Medio Oriente, un segnale classico di deterrenza ma anche di preparazione offensiva. Una portaerei non viene spostata per semplice pressione diplomatica: la sua presenza amplia drasticamente le opzioni militari a disposizione del Pentagono.
Non solo Washington. Anche il Regno Unito sta aumentando il proprio coinvolgimento. Londra ha annunciato il dispiegamento di jet Typhoon della RAF in Qatar, ufficialmente per scopi difensivi e di stabilizzazione regionale. Tuttavia, nel contesto attuale, il messaggio è politico e militare allo stesso tempo: gli alleati occidentali si stanno allineando a un possibile scenario di guerra.
A rendere il quadro ancora più inquietante è la notizia, riportata da KANN, di una possibile fuga di informazioni riservate sull’Iran, utilizzate per scommesse su piattaforme come Polymarket. L’utente sospettato, ritenuto un insider, avrebbe previsto correttamente precedenti attacchi israeliani, guadagnando oltre 150 mila dollari. Un dettaglio che rafforza la sensazione di una macchina bellica già in movimento.
In sintesi, Israele appare determinato a trascinare gli Stati Uniti verso uno scontro diretto con l’Iran, mentre Washington e Londra preparano il terreno militare. Tutti gli indicatori puntano nella stessa direzione: l’attacco non è più una possibilità astratta, ma uno scenario operativo concreto.