Groenlandia, Trump annuncia accordo con Nato: “Ottenuto quello che volevo, intesa durerà per sempre, no dazi a paesi Ue con soldati su isola”
Il presidente americano ha annunciato su Truth il quadro di un futuro accordo con la Nato per la Groenlandia e la cancellazione dei dazi minacciati da febbraio contro i Paesi europei che avevano inviato i loro soldati a Nuuk
Donald Trump annuncia un accordo con la Nato sul futuro della Groenlandia, escludendo per la prima volta l’uso della forza e aprendo a un negoziato immediato sul controllo del territorio. Il presidente Usa rivendica di aver “ottenuto quello che volevo” e parla di un accordo destinato a durare “per sempre”. In cambio, Washington rinuncia ai dazi annunciati da febbraio contro i Paesi europei con militari a Nuuk.
Groenlandia, Trump annuncia accordo con Nato: “Ottenuto quello che volevo, intesa durerà per sempre, no dazi a paesi Ue con soldati su isola”
A Davos arriva la svolta di Donald Trump sulla Groenlandia. Dopo aver escluso per la prima volta l’uso della forza, pur reclamando un negoziato immediato per il controllo dell’isola, il presidente americano ha annunciato su Truth il quadro di un futuro accordo con la Nato e la cancellazione dei dazi minacciati da febbraio contro i Paesi europei che avevano inviato i loro soldati a Nuuk.
“Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo, è un intesa che durerà per sempre”, ha scritto Trump dopo “un incontro molto proficuo con il segretario generale della Nato, Mark Rutte: abbiamo definito la cornice” che riguarda di fatto “l’intera regione artica”. Una soluzione che, secondo il tycoon, “se finalizzata, sarà estremamente vantaggiosa per gli Usa e per tutte le nazioni Nato”. E ancora: “Sulla base di questa intesa, non imporrò i dazi doganali che sarebbero dovuti entrare in vigore il primo febbraio”.
Nel suo intervento, Trump ha anche riferito che “sono in corso ulteriori discussioni relative al progetto ‘Golden Dome’ per quanto riguarda la Groenlandia” e che “il vicepresidente JD Vance, il segretario di stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e altri, se necessario, saranno responsabili dei negoziati”, riferendo “direttamente” a lui. Un chiaro segnale della centralità strategica che l’amministrazione Usa attribuisce al dossier artico.
Poche ore prima, sempre a Davos, il presidente aveva chiesto con urgenza agli europei di aprire i negoziati, accompagnando l’invito con un avvertimento: “Se direte di no ce lo ricorderemo”. Allo stesso tempo, però, aveva rassicurato la platea escludendo il ricorso alle armi: non “userà la forza”, aveva promesso, ribadendo “I won’t use force” nel suo discorso fiume di 72 minuti.
Parole che hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a un’aula gremita di capi di Stato, miliardari e leader mondiali, ammutolita quando Trump aveva iniziato a parlare dell’isola danese. “Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia”, aveva spiegato, prima di definirla un “pezzo di ghiaccio” e di confonderla con l’Islanda.
Il presidente americano ha comunque ribadito che il controllo della Groenlandia è necessario per la sicurezza nazionale e internazionale e che solo gli Stati Uniti sarebbero abbastanza forti da difendere l’isola da minacce esterne. Una difesa che, però, secondo Trump avrebbe senso solo a una condizione: che Washington ne abbia la proprietà, e non semplicemente l’affitto.