"Nel 2025 almeno 600 bambini palestinesi sono stati arrestati e detenuti in carceri israeliane, oggi sono 350" - il REPORT di Palestinian Prisoners'

Oltre 600 minori arrestati nel 2025 e decine di donne detenute senza accuse: Ong palestinesi denunciano torture, abusi e violazioni sistematiche del diritto internazionale.

Israele ha confessato, in un report statale, che solamente nel 2025 ha "arrestato o imprigionato almeno 600 bambini palestinesi". A oggi, secondo il rapporto, ci sarebbero 350 minori ancora detenuti nelle carceri di Tel Aviv.

Israele confessa: "Nel 2025 almeno 600 bambini palestinesi sono stati arrestati e detenuti in nostre carceri, attualmente ce ne sono 350"

Nel 2025 Israele avrebbe intensificato in modo significativo la detenzione di minori palestinesi, secondo quanto denunciato dal Palestinian Prisoners’ Media Office. In un rapporto diffuso il 9 gennaio, l’ufficio afferma di aver documentato oltre 600 casi di bambini palestinesi arrestati nel corso dell’anno, inclusa la morte di un minore in carcere. Un dato che riaccende l’attenzione internazionale sulle pratiche detentive israeliane nei Territori occupati.

Secondo la dichiarazione, almeno 350 bambini palestinesi si trovano attualmente nelle carceri israeliane. Di questi, 155 sono stati condannati, mentre 90 sono detenuti senza accuse formali in regime di detenzione amministrativa, una misura che consente la reclusione per sei mesi rinnovabili sulla base di prove segrete. In diversi casi, spiegano le organizzazioni palestinesi, questa forma di detenzione si prolunga per anni, senza processo.

I minori detenuti vengono principalmente trasferiti nel carcere di Ofer, in Cisgiordania occupata, e in quello di Megiddo, nel nord di Israele. Dal 7 ottobre 2023, data di inizio del genocidio a Gaza, sarebbero stati arrestati complessivamente 1.700 bambini palestinesi, con un “livello senza precedenti di torture e maltrattamenti”, sostiene il media office. Tra le violazioni segnalate figurano arresti di bambini sotto i dieci anni, ferimenti da arma da fuoco senza cure mediche, interrogatori condotti in ospedale e trasferimenti forzati verso centri di interrogatorio prima della guarigione.

Le condizioni di detenzione vengono descritte come disumane: torture, negazione dell’istruzione, assenza di visite familiari, gravi carenze sanitarie, sovraffollamento e mancanza di cibo e igiene. Particolarmente allarmante sarebbe la diffusione della scabbia durante l’inverno, aggravata dall’assenza di riscaldamento e di abiti adeguati.

Parallelamente, la Palestinian Prisoners Society denuncia la situazione delle detenute palestinesi. Attualmente Israele trattiene 52 donne, di cui 16 in detenzione amministrativa. Dal 7 ottobre 2023 ne sarebbero state arrestate 650, spesso per post sui social media o, in alcuni casi, come strumento di pressione su familiari ricercati.

La maggior parte delle donne è rinchiusa nel carcere di Damon, dove, secondo PPS, subirebbe minacce di stupro, umiliazioni, violenze fisiche e psicologiche. Pratiche che, conclude l’organizzazione, rappresentano una “palese violazione del diritto internazionale umanitario” e richiedono un intervento urgente della comunità internazionale.