Groenlandia, lettera di 200 ricercatori Usa contro Trump: "Questa terra non si può comprare o prendere, appartiene al suo popolo"
Negli ultimi giorni Trump e la Casa Bianca hanno rincarato la dose, affermando come l'isola sia "una priorità" e che sarà degli Stati Uniti "in un modo o nell'altro"
Sono più di 200 i ricercatori statunitensi che hanno scelto di prendere posizione contro le minacce di Donald Trump nei confronti della Groenlandia, sottoscrivendo una lettera aperta. Studiosi che lavorano e conducono ricerche sull’isola e che, proprio per questo, sentono il dovere di “esprimere” la propria “solidarietà e gratitudine al popolo della Groenlandia per anni di amicizia e collaborazione”, come si legge nella dichiarazione pubblicata sul sito della rivista accademica Nature.
Groenlandia, lettera di 200 ricercatori Usa contro Trump: "Questa terra non si può comprare o prendere, appartiene al suo popolo"
“Ci opponiamo fermamente alla posizione aggressiva del presidente Trump nei confronti della Groenlandia – scrivono gli autori – e ribadiamo, come hanno chiaramente affermato i suoi leader, che non è qualcosa che si possa comprare o prendere: la Groenlandia appartiene al suo popolo”.
Prima firmataria del documento è Yarrow Axford, ricercatrice della Northwestern University, in Illinois. Il pensiero va anche a chi vive sull’isola. “Molti di noi hanno amici, colleghi e collaboratori in Groenlandia”, ha spiegato Axford. “È un posto speciale per noi, dove abbiamo potuto beneficiare della generosità delle comunità locali. Con questa lettera vogliamo, in primo luogo, far sapere ai nostri colleghi e amici in Groenlandia che siamo al loro fianco – ha aggiunto la ricercatrice – e, in secondo luogo, vogliamo esortare i nostri colleghi qui negli Stati Uniti a far sentire le loro voci”.
Negli ultimi giorni Trump e la Casa Bianca hanno rincarato la dose, affermando come l'isola sia "una priorità" e che sarà degli Stati Uniti "in un modo o nell'altro". Gli stessi groenlandesi hanno criticando duramente le parole del tycoon, respingendo con forza i tentativi di aggressione: "Non siamo in vendita e non saremo americani - ha affermato il premier Nielsen - se dobbiamo scegliere sceglieremo la Danimarca".