Groenlandia, l’offerta della Danimarca agli Usa : “10 basi militari e accesso a petrolio e terre rare, in cambio cooperazione economica”

Offrendo agli Usa la possibilità di costruire nuove infrastrutture progettate per la sicurezza dell’Artico dall'invisibile nemico russo, la Casa Bianca dovrebbe ritenersi soddisfatta, salvo che l'obbiettivo non sia l'accaparramento totale delle terre e delle risorse groenlandesi

La Danimarca prepara una proposta agli Stati Uniti per evitare lo scontro frontale sulla Groenlandia. L’idea è offrire fino a 10 basi militari Usa nell’isola artica, insieme a un accesso privilegiato a petrolio e terre rare, in cambio di una più ampia cooperazione economica e della rinuncia a opzioni di forza. Un tentativo di disinnescare le pressioni di Washington, dopo che Donald Trump ha dichiarato di non escludere “alcuna opzione” pur di ottenere maggiore controllo sulla regione. Al centro ci sono il rilancio dell’accordo di difesa del 1951, la Dichiarazione congiunta del 2004 e il ruolo strategico dell’Artico.

Groenlandia, l’offerta della Danimarca agli Usa “10 basi militari e accesso a petrolio e terre rare, in cambio cooperazione economica”

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio incontrerà i vertici del governo danese mercoledì 14 gennaio. L’appuntamento, ancora senza sede ufficiale, potrebbe coinvolgere anche rappresentanti dell’esecutivo autonomo groenlandese, dato che il dossier tocca direttamente il futuro della grande isola dell’Artico, Territorio speciale della Danimarca. Donald Trump ha ribadito di non escludere “alcuna opzione”, anche militare, per rafforzare il controllo sulla Groenlandia. Di fronte a queste pressioni, la premier danese Mette Frederiksen ha, quindi, abbandonato la fase dello sdegno, passando così ad una strategia negoziale e pragmatica. La contromossa è un’offerta strutturata agli Stati Uniti in cui, sul tavolo, ci sono la sicurezza e la sovranità dello stato Danese in cambio di cooperazione economica.

La Danimarca punta a rilanciare la cooperazione economica con Washington partendo dalla Dichiarazione congiunta del 6 agosto 2004. Il documento apre a collaborazioni su ricerca, tecnologia, energia, ambiente, istruzione, sviluppo, turismo e traffico aereo. Questa cornice consentirebbe un rapido accesso degli investimenti americani alle risorse strategiche groenlandesi come giacimenti di terre rare, petrolio e altre materie prime cruciali per l’industria e la transizione tecnologica. Fino a oggi i risultati sono stati limitati, ma la spinta geopolitica legata all’Artico e alla competizione globale potrebbe trasformare quelle clausole in strumenti operativi.

L’accordo del 1951 e la nuova presenza militare Usa

Il punto di partenza è l’accordo di difesa del 1951 tra Danimarca e Stati Uniti. Il testo riconosce la presenza americana nella base di Thule, oggi Pituffik, dedicata alla sorveglianza spaziale, e contempla la possibilità di ampliamenti previo consenso danese e groenlandese. Su questa base giuridica Copenaghen propone ora di accettare fino a 10 basi militari statunitensi in Groenlandia. La costruzione di nuove infrastrutture avanzate, dotate di sistemi tecnologici sofisticati, rientrerebbe in un più ampio progetto di sicurezza dell’Artico sostenuto anche dal Segretario della Nato Mark Rutte. Restano aperti i nodi sulla ripartizione delle spese, mentre appare scontato che il comando operativo sarebbe affidato agli Usa, in particolare al Joint Force Command di Norfolk in Virginia.