Venezuela, liberati Trentini e Burlò dopo 423 e 428 giorni giorni di carcere, partito aereo da Roma per riprenderli e rimpatriarli
Dopo mesi di detenzione senza accuse, il cooperante Alberto Trentini e il commercialista Mario Burlò sono stati liberati e rientrano in Italia da Caracas
Il Venezuela di Delcy Rodriguez ha liberato il cooperante Alberto Trentini e l'imprenditore Mario Burlò. Entrambi erano in un carcere di Caracas da novembre 2024: i due erano detenuti da 423 e 428 giorni. La premier Giorgia Meloni ha comunicato che un aereo è già partito da Roma per prenderli e rimpatriarli oggi stesso.
Venezuela, liberati Trentini e Burlò dopo 423 e 428 giorni giorni di carcere, partito aereo da Roma per riprenderli e rimpatriarli
Si chiude dopo oltre un anno l’odissea di Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto senza accuse in Venezuela, e di Mario Burlò, commercialista piemontese. I due connazionali sono stati liberati nella notte a Caracas e si trovano ora nella sede dell’ambasciata d’Italia, da dove rientreranno a breve in patria con un aereo di Stato partito da Roma.
L’annuncio è arrivato alle prime ore del mattino dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di un risultato seguito “in prima persona” anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ho parlato con i nostri connazionali, sono in buone condizioni. La loro liberazione è un forte segnale che il governo italiano apprezza molto”, ha dichiarato Tajani, ringraziando le autorità di Caracas per la collaborazione.
La liberazione di Trentini e Burlò si inserisce in un più ampio gesto del governo venezuelano, che ha annunciato il rilascio di “un numero significativo” di detenuti politici, venezuelani e stranieri. Una mossa letta come un segnale di apertura verso gli Stati Uniti e la comunità internazionale, nella speranza di ottenere una maggiore legittimazione diplomatica. Tra i mediatori citati dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, figurano l’ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Lula e il governo del Qatar.
Per l’Italia si tratta di un passaggio importante ma non conclusivo. Restano infatti ancora 24 cittadini italiani detenuti in Venezuela,alcuni con doppia nazionalità, per motivi legati alla politica, all’attività professionale o all’espressione di opinioni considerate scomode dal governo di Nicolás Maduro.
Le prime parole di Alberto Trentini, pronunciate subito dopo il rilascio, restituiscono la dimensione umana della vicenda: “Non sapevamo che ci avrebbero liberati. Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”. Un sollievo condiviso dalla famiglia, che ha parlato di “423 giorni di attesa” e ha chiesto rispetto e riservatezza dopo mesi di sofferenza.
La premier Meloni ha espresso “gioia e soddisfazione” per il ritorno alla libertà dei due italiani, ringraziando la rete diplomatica e tutte le persone che hanno lavorato “con impegno e discrezione”. Per Trentini e Burlò, ora, si apre finalmente la strada del rientro a casa.