Ucraina, Regno Unito insiste e stanzia 230 mln € per la forza multilaterale, la Francia prepara l’invio di oltre 6mila soldati
L'Italia ha già fatto sapere di non volersi impegnare all'invio di soldati, mentre dalla Russia sostengono che le truppe in Ucraina sarebbero obiettivi militari legittimi
Il Regno Unito insiste e stanzia 230 milioni di euro per la forza multilaterale in Ucraina. L'obiettivo è quello di preparare le proprie forze armate al futuro dispiegamento. Allo stesso tempo, la Francia si prepara ad inviare oltre 6mila soldati. Qualche giorno fa i cosiddetti volenterosi hanno raggiunto l'accordo su una "forza di pace" multinazionale guidata dall'Europa, con hub militari di Regno Unito e Francia a Kiev. L'Italia ha già fatto sapere di non volersi impegnare all'invio di soldati, mentre dalla Russia sostengono che le truppe in Ucraina sarebbero obiettivi militari legittimi.
Ucraina, Regno Unito insiste e stanzia 230 mln € per la forza multilaterale
Il ministero della Difesa di Londra ha annunciato che il Regno Unito stanzierà 230 milioni di euro per la forza multilaterale. Questo finanziamento, proveniente dal bilancio militare del 2026, "fornirà nuovi veicoli, sistemi di comunicazione e capacità di protezione dai droni, garantendo che le truppe britanniche siano pronte per il dispiegamento", ha spiegato un comunicato.
Londra ha annunciato inoltre che la produzione di droni intercettori Octopus inizierà questo mese "per rafforzare le difese aeree dell'Ucraina". L'annuncio rientra nel quadro della dichiarazione d'intenti firmata ieri da Regno Unito e Francia, che hanno dichiarato la propria disponibilità a schierare truppe per mantenere la pace in caso di cessate il fuoco. I dettagli di questa dichiarazione d'intenti saranno esposti "il prima possibile" secondo il premier Starmer.
Anche la Francia si sta preparando, e prepara l'invio di oltre 6mila soldati nel dopo-guerra. Dalla Russia è legittimamente già arrivato il monito. Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova le forze occidentali saranno considerate come "un intervento straniero" e "una minaccia diretta" alla Russia, che pertanto li prenderà di mira come "obiettivi militari legittimi". Non è la prima volta che dal Cremlino viene lanciato un avvertimento del genere.