Machado ribadisce sostegno a Israele nonostante genocidio a Gaza: “Caracas trasferirà ambasciata israeliana a Gerusalemme”
Nonostante il riconoscimento globale del premio Nobel come simbolo di pace, la posizione di Machado appare chiaramente interventista e filo-militare, in contraddizione con i principi tradizionali del premio
La Premio Nobel per la Pace 2025, María Corina Machado, ha ribadito il suo sostegno a Israele e confermato che il Venezuela trasferirà la sua ambasciata a Gerusalemme. Le parole della leader venezuelana, vicina a Netanyahu e al partito Likud, arrivano nonostante le accuse di genocidio a Gaza, suscitando forti critiche internazionali e alimentando il dibattito sul ruolo politico del premio Nobel.
Machado ribadisce sostegno a Israele nonostante genocidio a Gaza: “Caracas trasferirà ambasciata israeliana a Gerusalemme”
La vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, ex deputata venezuelana anti-Maduro, ha confermato la sua linea filo-israeliana e il sostegno alle politiche militari di Tel Aviv. In occasione di un intervento pubblico, Machado ha dichiarato: “Prometto che un giorno avremo una stretta relazione tra Venezuela e Israele. E credo, e posso annunciare questo, che il nostro governo trasferirà la nostra ambasciata israeliana a Gerusalemme. Questo farà parte del nostro sostegno allo Stato di Israele”. La leader venezuelana, che gode di ottimi rapporti con Netanyahu e con il partito Likud, rappresenta, secondo gli osservatori, un tassello strategico dopo il sostegno ricevuto dall’Argentina di Milei.
Durante i bombardamenti israeliani su Gaza, Machado ha sostenuto che “Israele ha il diritto di difendersi in ogni modo necessario” e ha ringraziato il ministro degli Esteri israeliano per il sostegno al popolo venezuelano. Tali dichiarazioni hanno suscitato indignazione tra organizzazioni internazionali e osservatori dei diritti umani, che denunciano la tragedia nei Territori Occupati, con migliaia di civili palestinesi uccisi e quartieri ridotti in macerie.
La promessa di trasferire l’ambasciata venezuelana a Gerusalemme è vista come un gesto politico di piena adesione alla politica israeliana e, secondo critici, di servilismo verso interessi statunitensi e sionisti. Machado ha inoltre dichiarato il proprio sostegno al presidente Donald Trump e alla sua strategia militare contro Caracas, definita “necessaria per smantellare un regime criminale”. L’assegnazione del premio Nobel a una figura apertamente filo-israeliana e filo-interventista ha provocato un acceso dibattito sulla doppia morale occidentale, secondo cui chi parla di pace può al contempo giustificare la guerra e l’oppressione di un popolo sotto assedio. Gli osservatori evidenziano come Machado, pur ricevendo il massimo riconoscimento mondiale per la pace, abbia scelto di sostenere politiche militari e alleanze strategiche che si discostano nettamente dallo spirito del premio.