Dopo il Venezuela Trump insiste con la Groenlandia: “Ci serve per motivi di sicurezza”, premier danese Frederiksen: “Basta minacce”
Il tycoon continua a spingere anche su questo fronte, sostenendo che "l'Ue ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia"
Dopo il Venezuela Trump insiste con la Groenlandia, vecchio pallino del tycoon, sin dai mesi prima del suo insediamento alla Casa Bianca. "Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene" ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, che poi ha aggiunto: "In questo momento la Groenlandia è piena di navi russe e cinesi ovunque".
Dopo il Venezuela Trump insiste con la Groenlandia: “Ci serve per motivi di sicurezza”
È un Trump senza freni quello a bordo dell'Air Force One, dove spiega come gli Usa abbiano bisogno della Groenlandia. Il tycoon continua a spingere anche su questo fronte, sostenendo che "l'Ue ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia", dopodiché ha ironizzato sulle capacità di difesa danesi, affermando che Copenaghen avrebbe migliorato la sicurezza dell’isola aggiungendo "una slitta trainata da cani".
Tuttavia, per Trump la sicurezza degli Usa viene prima di tutto, ecco perché ha ribadito la stessa linea per Venezuela e Groenlandia: "Prendere il controllo fino a quando non ci sarà una transizione ordinata".
Il presidente americano ha concentrato le proprie mire anche su Colombia, Messico, Cuba e Iran.
Premier danese Frederiksen: “Basta minacce”
Le parole di Trump hanno provocato la reazione della premier danese Mette Frederiksen: "Devo dirlo con grande franchezza: gli Stati Uniti non hanno alcun diritto di annettere territori danesi. Non ha alcun senso che gli Stati Uniti parlino della necessità di prendere il controllo della Groenlandia".
Frederiksen ha poi aggiunto che la Danimarca ha "un accordo di difesa con gli Usa che garantisce loro un accesso alla Groenlandia. E abbiamo investito significativamente per aumentare la difesa nell'Artico. È tempo che gli Stati Uniti mettano fine alle minacce nei confronti di un alleato storico, e nei confronti di un Paese e di un popolo che hanno detto, con molta chiarezza, di non essere in vendita".