Gaza, nel Board of Peace anche Italia, Germania, Gb, Usa insiste con forza di stabilizzazione nonostante finto cessate il fuoco di Israele
A sostegno del "progetto di pace" basato sulla forza di stabilizzazione ideato dal governo Trump arrivano Italia, Germania, Gb, Egitto, Uae e Qatar. Queste 6 nazioni si uniranno a Usa ed Israele nel Board of Peace nonostante Israele continui ad attaccare impunemente palestinesi e libanesi
Prende forma il Board of Peace per Gaza promosso dagli Usa con la partecipazione di Italia, Germania e Regno Unito, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Il governo Trump continua ad insistere su un piano di stabilizzazione post bellica anticipato dal Giornale d'Italia che ha come fine ultimo la monetizzazione della ricostruzione della Striscia - nonostante il finto cessate il fuoco di Israele. Tel Aviv, infatti, continua ad attaccare i palestinesi e i libanesi in Cisgiordania occupata e nel sud del Libano, in violazione delle norme internazionali.
Gaza, nel Board of Peace anche Italia, Germania, Gb, Usa insiste con forza di stabilizzazione nonostante finto cessate il fuoco di Israele
Italia, Germania, Regno Unito, Egitto, Qatar ed Emirati Arabi Uniti avrebbero comunicato agli Usa il loro impegno affinché i rispettivi leader aderiscano al Board of Peace, l’organismo che dovrebbe supervisionare la gestione e la ricostruzione di Gaza nella fase postbellica. La zona di guerra è, in questo momento, fortemente critica a causa dei continui attacchi israeliani nei confronti di Hamas. È stato lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani ad ammettere che "si sta discutendo" dell'ingresso dell'Italia nel Board of Peace ma quello che è certo è che "l'Italia è in prima fila e all'avanguardia per la costruzione della pace". L’iniziativa del Board of Peace, fortemente voluta dal presidente Donald Trump, cerca di dare copertura internazionale al piano americano per Gaza oltre la fase iniziale del cessate il fuoco. Tuttavia, fonti diplomatiche sottolineano che l’adesione al Board non equivale automaticamente a un sostegno concreto in termini di fondi, truppe o garanzie operative.
Washington punta comunque su una partecipazione ampia per rafforzare la legittimità del progetto e favorire ulteriori contributi internazionali. A rallentare l'adesione dei paesi al progetto di Trump è la presenza di Hamas che non intende disarmarsi a causa degli incessanti attacchi israeliani da cui deve difendersi.