29 Novembre 2025
Fonte La Presse
Ci pare che sia davvero giunto il momento di tracciare un bilancio, sia pure provvisorio, sulla guerra di Ucraina e sulla lezione che, anche questa volta, la Russia ci ha impartito: dico "anche questa volta", dacché la Russia ha storicamente impartito molteplici lezioni all'Europa, segnatamente tutte le volte che essa ha sciaguratamente provato a muoverle guerra. Ebbene, la lezione che apprendiamo ancora una volta è che non si può sconfiggere la Russia e che è votato allo scacco ogni tentativo di aggredirla: come abbiamo infinite volte evidenziato, la guerra d'Ucraina non è affatto la guerra che la Russia ha dichiarato a Kiev, come sempre è stata presentata dagli autoproclamati professionisti delle informazioni. È, invece, il conflitto lungamente preparato dall'occidente a trazione atlantista, mediante un graduale accerchiamento della Russia, culminato con il tentativo di far passare Kiev sotto la Nato e dunque di portare le basi militari a stelle e strisce ai confini con Mosca. Dopo la triste parentesi degli anni Novanta, quando con Gorbaciov prima e poi con Eltsin sembrava che la Russia fosse allo sbando e pronta a essere annessa alla globalizzazione neoliberale, arrivò Putin: il quale da subito principiò a opporre ferma resistenza ai tentativi di atlantizzazione e di normalizzazione del suo Paese. A Obama che diceva Yes we can, Putin rispose idealmente asserendo No you can't. La Russia è oggi una potenza sovrana sul piano economico e militare, geopolitico e culturale: una potenza che oltretutto è supportata dal dragone cinese ed è dunque in grado di resistere fermamente alla anglobalizzazione, ossia alla americanizzazione imperialistica. La funzione svolta dai Brics in questo senso è preziosissima ed è auspicabile che l'alleanza si potenzi e si allarghi in funzione anti-imperialistica. Questo è il fabula docet: Donald Trump l'ha capito e infatti ha scelto, non certo per presunta dote umanitaria, ma con sobrio e cauto realismo, di trattare con Putin e di cercare insieme a lui la via della pace. L'Europa, per parte sua, sempre più simile a un treno in corsa verso l'abisso, sembra non volerlo capire in alcun modo, tant'è che si ostina stoltamente a cercare in ogni maniera la prosecuzione del conflitto e l'irragionevole supporto al guitto di Kiev, l'attore Nato Zelensky, dittatore e attore, in una parola "dittattore".
di Diego Fusaro
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