Yair Netanyahu, figlio premier israeliano, nominato membro dell'Organizzazione Sionista Mondiale, utenti: "Influencer pagato con fondi statali"

Nominato nel board dell’Organizzazione Sionista Mondiale, Yair Netanyahu riaccende le polemiche sul nepotismo e sull’influenza della famiglia del premier

Il figlio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Yair, è stato recentemente nominato membro dell'Organizzazione Sionista Mondiale. Una scelta che sembra però essere stata dettata dal denaro: pare che il padre abbia spinto Yair Netanyahu verso questo ruolo per anni. Gli utenti, fra cui molti israeliani, hanno definito l'uomo come un "influencer estremista pagato con fondi statali".

Yair Netanyahu, figlio premier israeliano, nominato membro dell'Organizzazione Sionista Mondiale, utenti: "Influencer pagato con fondi statali"

Yair Netanyahu, figlio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, è stato nominato nel consiglio direttivo dell’Organizzazione Sionista Mondiale. Una decisione che ha scatenato dure critiche da parte dell’opposizione, che parla apertamente di “manovra politica” del Likud per consolidare il potere familiare. Per molti, si tratta dell’ennesimo passo nel tentativo del premier di lanciare la carriera del figlio, nonostante un curriculum costruito più sul cognome che sul merito.

Trentatré anni, Yair Netanyahu è noto soprattutto per la sua attività di commentatore politico e influencer dell’estrema destra israeliana. Il suo seguito sui social deriva principalmente dalla posizione privilegiata di figlio del premier: da quelle piattaforme, ha spesso lanciato attacchi virulenti contro media, magistratura e opposizione, alimentando divisioni nel dibattito pubblico israeliano.

Negli anni, il suo nome è comparso in diverse inchieste giornalistiche e scandali. Un rapporto del revisore statale rivelò che Yair era stato pagato, attraverso un fondo collegato all’Ufficio del Primo Ministro, per attività di “pubbliche relazioni” mai chiaramente definite, di fatto ricevendo denaro pubblico senza concorso o incarico formale.

Nel cosiddetto “caso dei benefattori”, è emerso che durante il suo soggiorno a Miami, Yair avrebbe addebitato spese di lusso — tra cui piatti di sushi da 700 dollari — ai ricchi amici del padre, come il produttore hollywoodiano Arnon Milchan, già coinvolto in precedenti indagini per regali illeciti al premier. Un altro episodio, soprannominato il “graffiti studio affair”, riguarda la ristrutturazione di un suo studio privato pagata da James Packer, miliardario australiano, per una somma di circa 40 mila dollari.

Nel 2018, Yair fece scandalo abbandonando la sua scorta del Shin Bet durante una vacanza in Costa Rica, violando i protocolli di sicurezza. Non sono mancate poi le polemiche per i suoi post antisemiti e revisionisti, tra cui un meme su George Soros come “burattinaio rettiliano” e la pubblicazione, nel giorno dell’anniversario dell’omicidio Rabin, di una foto accanto all’assassino dell’ex premier.

Per molti israeliani, Yair Netanyahu rappresenta il simbolo di un potere dinastico e impunito che riflette la deriva personalistica del governo del padre.