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Ecuador, scontri in carcere a Guayaquil, i morti salgono a 116. Scatta lo stato di emergenza

Ieri le prime sparatorie tra detenuti appartenenti a bande diverse, oggi si parla di almeno 5 decapitazioni. È caos a Guayaquil

30 Settembre 2021

Ecuador scontri

Il presidente ha dichiarato lo stato di emergenza

Gli scontri nel carcere di Guayaquil, Ecuador si stanno trasformando in carneficina e i morti salgono a 116. Il Presidente ha decretato lo stato di emergenza che rende il carcere territorio conteso per i prossimi 60 giorni. Nella giornata di mercoledì 29 i primi spari, oggi invece gli accertamenti su morti e feriti. Resoconto sconcertante da parte delle autorità, che riportano ci siano state almeno 5 decapitazioni all'interno della rissa incontrollata tra detenuti.

Ecuador, scontri in carcere a Guayaquil: caos e morti per una rissa tra bande

Bilancio disastroso quello dello scontro tra bande criminali nel carcere di Guayaquil, in Ecuador. Sono 116 i morti certificati fino ad ora e 80 i feriti. A provocare il caos sono le tre bande criminali presenti nel penitenziario: Los Choneros, Los Lagartos e Los Tiguerone, con metodi al limite dell'umano. La maggior parte dei decessi sarebbe infatti avvenuta tramite armi da fuoco, ma almeno cinque vittime sono tate decapitate. Secondo quanto riportato dal comandante della polizia di Guayaquil, Fausto Buenano, negli scontri sarebbero state anche lanciate delle bombe a mano. Tra i feriti non risulta nessuna guardia per il momento, e si tratterebbe esclusivamente di detenuti appartenenti alle bande criminali che hanno cominciato la rissa. Tutte e tre le bande sono note per i loro crimini interni alla prigione e i loro membri sono quasi tutti stati incarcerati per vicende legate al traffico di droghe.

Il governo ha predisposto l'impiego di oltre 400 agenti per riprendere il controllo della prigione. Il direttore del servizio penitenziario nazionale, Bolivar Garzon, conferma che la situazione sia drammatica e la definisce "terribile". Al momento la polizia avrebbe ripreso il controllo "ma la notte precedente c'erano state sparatorie ed esplosioni - racconta Garzon - e quando siamo entrati nei padiglioni c'erano ancora disordini e abbiamo scoperto altri corpi". Al conteggio dei cadaveri gli agenti si sono trovati di fronte a una carneficina senza precedenti, e il numero delle vittime continua a salire con le ricerche.

Rissa tra bande in carcere, il presidente Lasso dichiara lo stato di emergenza

Il presidente ecuadoriano, Guillermo Lasso, ha definito "deplorevole e triste" il bilancio della resa dei conti tra detenuti. Per fare fronte a quanto accaduto, il presidente ha dichiarato lo "stato di eccezione" in tutto il Paese per l'intero sistema sanitario. Questo per cercare di contrastare il fenomeno per cui i territori delle carceri si trasformino in aree contese di potere per le bande criminali, che anche all'interno della prigione continuano a trafficare droga e condurre attività illegittime. "È deplorevole che le carceri si stiano trasformando in un territorio di contese di potere tra bande criminali", ha dichiarato il presidente. 

Con lo stato di eccezione tutti i centri di detenzione in Ecuador vedranno sospesi i diritti di libertà di associazione e di riunione. Lo stato avrà validità di 60 giorni, come si legge dal documento firmato da Lasso: "Dichiarare lo stato eccezione per grave tumulto interno in tutti i centri di privazione della libertà che compongono il sistema di riabilitazione sociale a livello nazionale, senza alcuna eccezione, per un periodo di 60 giorni dalla firma del presente decreto dirigenziale". Priorità assoluta per il governo è riprendere il controllo dei penitenziari e prevenire che episodi di questo tipo si verifichino nuovamente. Con questo obiettivo in mente, Lasso ha ricordato in conferenza stampa che le istituzioni sono impegnate a stilare un piano per mettere a freno la violenza nelle carceri, con un'iniezione di fondi a supporto del progetto da spalmare sui prossimi due anni.

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