Mercoledì, 03 Marzo 2021

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Benedetto Croce

Caso Navalny: morto a 55 anni il medico che lo curò dall'avvelenamento

Il medico è deceduto improvvisamente. Non specificate le cause.

05 Febbraio 2021

Russia, proteste pro Navalny: 500 arresti

Fonte: lapresse.it

E’ morto improvvisamente, a 55 anni, all’ospedale di Omsk,  il medico russo che aveva curato Alexey Navalny, la scorsa estate, dopo l'avvelenamento da Novichok. A renderlo noto lo stesso ospedale, senza tuttavia specificare le cause, come sottolineato da una dichiarazione riportata dalla Cnn.

Intanto l’Alto rappresentate Ue Josep Borrell si trova a Mosca per una visita di tre giorni ed un vertice diplomatico che cadono in un momento in cui la detenzione dell'avversario numero uno di Putin e la repressione delle proteste a sostegno dell'oppositore stanno rendendo sempre più tesi i rapporti tra Russia e Unione europea e potrebbero condurre a nuove sanzioni contro il Cremlino.

Quindi, sarà, inevitabilmente, il caso Navalny a dominare i colloqui il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov e Borrell, che prima ancora di partire ha voluto ribadire come Russia ed Europa, ormai, si vedano "come rivali e concorrenti e non come partner", anche se "i canali di comunicazione sono rimasti e devono rimanere aperti".

A fargli eco Peter Stano, portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna, sottolineando che nelle trattative moscovite l'Ue chiederà il rilascio immediato del dissidente e di tutte le persone arrestate per aver protestato contro la sua carcerazione.

Saranno colloqui delicati. La Russia finora ha risposto alle critiche occidentali bollandole come "interferenze" e invitando Bruxelles a "non commettere la sciocchezza" di collegare "le prospettive delle relazioni Russia-Ue al caso di questo detenuto". Mosca vorrebbe "sbloccare" il dialogo con l'Ue "al fine di discutere apertamente tutte le divergenze esistenti", ha detto oggi il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Sulla questione Navalny, tuttavia, il Cremlino non sembra proprio voler cambiare idea, al punto che Peskov è arrivato a dichiarare che non sia corretto parlare di "repressioni" per l'ondata di fermi alle manifestazioni a sostegno dell'oppositore. "Non ci sono repressioni, ci sono solo misure adottate dalla polizia contro coloro che violano la legge e partecipano a cortei non autorizzati", ha affermato.

Secondo Peskov, anche la reazione violenta della polizia contro i manifestanti in piazza, non è stato un abuso di forza e potere ma un’ attività svolta “nell’ambito della legalità” e le carceri sovraffollate di detenuti è colpa degli arrestati “perché hanno partecipato a proteste non autorizzate”.

Navalny, intanto, è atteso da una altro processo. Questa volta per aver diffamato un veterano della seconda guerra mondiale ma non è la sola imputazione a pendere sul capo dell’avversario di Putin. Navalny, per ora, non si piega e, ieri, è tornato a farsi sentire esortando il popolo ad abbandonare la paura ed a “liberare la patria dai ladri usurpatori”.

Non tutti, tuttavia, conoscendo Putin, sono convinti che l’incontro con Borrell possa servire a fargli cambiare idea e, quindi, l’unica alternativa restano le sanzioni. Il 22 febbraio i ministri degli esteri Ue dovrebbero discutere proprio di questo anche se sembra che Berlino non abbia nessuna intenzione di sacrificare il gasdotto russo-tedesco Nord Stream-2, a differenza di quanto auspica Navalny, che vorrebbe vedere puniti gli oligarchi russi vicino a Putin.

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