UniCredit, con consenso di 16 broker stima utili 2025 sopra €10,4 miliardi con ricavi in calo e Cet1 ratio previsto al 14,5%

Attesi ricavi a €24,8 miliardi e accantonamenti in forte riduzione; target price medio a 77,36 euro; attività in crescita in Polonia e ruolo di advisor su Ipo CSG e opa Kkcg su Ferretti

Le stime raccolte da Unicredit presso un panel di 16 broker internazionali indicano per il 2025 un utile netto superiore per la prima volta alla soglia dei 10 miliardi di euro, nonostante una flessione attesa dei ricavi legata alla riduzione dei tassi di interesse. Le previsioni sono elaborate dagli analisti sell-side che coprono il titolo Unicredit e confluiscono nel consenso ufficiale della banca.

I risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025 saranno pubblicati il 9 febbraio.

Ricavi in calo, ma costi e accantonamenti in forte riduzione

Secondo il consenso, i ricavi 2025 sono stimati in 24,798 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 28,844 miliardi del 2024. La contrazione è attribuita principalmente al calo del margine di interesse, in un contesto di normalizzazione dei tassi.

I costi operativi sono attesi a 9,46 miliardi, mentre il gross operating profit dovrebbe attestarsi a 15,33 miliardi. Il net operating profit è stimato in 14,72 miliardi.

Un contributo rilevante alla crescita dell’utile netto deriva dalla forte riduzione degli accantonamenti, previsti a 652 milioni di euro, contro 1,069 miliardi del 2024. All’interno di questa voce, gli oneri sistemici dovrebbero scendere a 569 milioni, rispetto agli 841 milioni dell’anno precedente.

L’utile netto 2025 è stimato in 10,459 miliardi di euro, in aumento di circa il 7,5% rispetto ai 9,719 miliardi del 2024.

Il contributo dell’Est Europa: Polonia e advisory internazionale

Nel quadro delle attività operative, UniCredit continua a rafforzare la propria presenza nell’Europa orientale, in particolare in Polonia, dove il gruppo registra una crescita significativa nel credito alle imprese dopo oltre dieci anni di attività nel Paese.

Parallelamente, UniCredit è coinvolta come corporate advisor in operazioni straordinarie di rilievo nell’area: tra queste l’Ipo del gruppo ceco della difesa CSG prevista ad Amsterdam e l’opa parziale della holding ceca Kkcg su Ferretti Group, società quotata a Milano attiva nella cantieristica di lusso.

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Quarto trimestre: utili in calo, dividendi in aumento

Per il quarto trimestre 2025, i ricavi sono stimati a 5,952 miliardi, rispetto ai 6,002 miliardi dello stesso periodo del 2024. Il Net Interest Income è previsto a 3,357 miliardi, in diminuzione rispetto ai 3,652 miliardi dell’anno precedente.

In aumento la voce dividendi, stimata a 291 milioni, contro 93 milioni di fine 2024. Il risultato del trading è invece atteso a 179 milioni, in calo rispetto ai 270 milioni dell’anno precedente.

I costi operativi trimestrali sono stimati a 2,533 miliardi, con un gross operating profit di 3,419 miliardi e un net operating profit di 3,106 miliardi. Gli accantonamenti dovrebbero risultare pari a -164 milioni, in netto miglioramento rispetto ai -385 milioni del quarto trimestre 2024. I costi di integrazione sono previsti a 446 milioni, contro 753 milioni dell’anno precedente.

L’utile netto trimestrale è stimato in 1,73 miliardi di euro.

Patrimonio e valutazioni di mercato

Gli asset ponderati per il rischio (Rwa) sono attesi a 296,4 miliardi, rispetto ai 277,1 miliardi del 2024, con un Cet1 ratio stimato al 14,5%.

Il target price medio espresso dai 16 analisti è pari a 77,36 euro per azione. Alla chiusura del 19 gennaio, il titolo UniCredit scambiava a 71,16 euro, per una capitalizzazione di circa 110 miliardi di euro. Il consenso indica il 71% di raccomandazioni buy e il 29% hold, senza giudizi sell.