TIM chiude 2025 con capitalizzazione di €12 miliardi e azioni raddoppiate, guarda a 5G, sinergie con Poste Italiane e conversione risparmio

Dopo la cessione della rete a KKR e l’ingresso di Poste come primo azionista, TIM punta su crescita dei servizi, alleanze tecnologiche e semplificazione del capitale; conversione azioni risparmio fissata al 28 gennaio

Negli ultimi due anni, TIM ha vissuto una trasformazione profonda che ha impattato in modo significativo la sua performance in Borsa. Dopo la cessione della rete fissa (NetCo) per circa 22 miliardi di euro a KKR, completata nell’estate 2024, la società ha alleggerito il proprio indebitamento e riorientato il proprio modello di business concentrandosi sui servizi di telecomunicazioni senza gestire direttamente l’infrastruttura di rete fissa.

TIM chiude il 2025 con azioni in rialzo del 106%, capitalizzazione a €10,75 miliardi; utile netto a €23 milioni nel 3° trimestre 2025 (+118,5%)

Parallelamente, è cambiata la compagine azionaria: Poste Italiane ha progressivamente aumentato la sua quota nel capitale ordinario di TIM, acquisendo prima il 15% da Vivendi e successivamente una quota aggiuntiva del 2,51%, arrivando a detenere oltre 27% delle azioni ordinarie. Questo posizionamento di Poste come primo azionista stabile, con un profilo italiano e di lunga durata, ha contribuito a ridisegnare le aspettative degli investitori e la percezione del titolo.

Poste Italiane rafforza la quota in TIM salendo al 27,32% con l’acquisto del 2,51% da Vivendi per €187 milioni; superata la soglia OPA

La Borsa ha risposto positivamente: da inizio 2025 il prezzo delle azioni TIM si è più che raddoppiato, con la capitalizzazione che si è attestata intorno ai 12 miliardi di euro, e il titolo ha mostrato stabilità nell’intervallo tra 0,50 e 0,55 euro, sostenuto anche da un target price medio di circa 0,56 euro secondo il consensus Bloomberg.

Un elemento chiave del mercato è la proposta di conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, con un rapporto di 1 ordinaria più 0,12 euro in contanti per ogni azione di risparmio sottoposto al voto degli azionisti il 28 gennaio. Secondo i principali proxy advisor, questa operazione potrebbe semplificare la struttura societaria, aumentare la liquidità del titolo e compensare la perdita dei privilegi di dividendo con maggiori diritti di voto.

TIM, piano su capitale e governance, in Assemblea conversione azioni risparmio, capitale a €6 mld e Assemblea il 28 gennaio 2026

Sul fronte operativo, TIM ha firmato un accordo preliminare di condivisione delle reti radio (ran sharing) con Fastweb + Vodafone per accelerare lo sviluppo delle infrastrutture 5G, soprattutto nelle aree a bassa densità demografica. L’intesa, che non implica cessione di asset o forniture comuni nell’immediato, ha l’obiettivo di risparmiare tra 250 e 300 milioni di euro nei prossimi dieci anni e di estendere la copertura 5G evitando duplicazioni di investimento.

TIM, Fastweb e Vodafone siglano accordo preliminare per lo sviluppo condiviso del 5G attraverso il modello RAN sharing

Le prospettive economiche si vanno ridefinendo anche sul fronte dei risultati: secondo alcune stime di istituti come Kepler, TIM potrebbe generare un utile netto adjusted in crescita negli esercizi 2025–2027, passando da decine di milioni nel primo anno a oltre 500 milioni entro il 2027. Questo trend, accompagnato da una riduzione del debito, alimenta anche l’ipotesi che l’azienda possa aspirare a una rating investment grade tra fine 2026 e inizio 2027.

Al netto delle sfide competitive del settore tlc italiano, il mix di ristrutturazione societaria, alleanze strategiche, semplificazione del capitale e focus sui servizi mobile e digitali sta contribuendo a rafforzare la percezione degli investitori sul titolo TIM a Piazza Affari.