Addio a Daniele Cavaglià, morto per “turbo cancro” al fegato ex manager del gruppo editoriale Angelucci, aveva 54 anni
Dall'inizio nelle attività alberghiere al ruolo di manager del settore editoriale del Gruppo Angelucci
È morto per un "turbo cancro" al fegato Daniele Cavaglià, ex manager del settore editoriale del Gruppo Angelucci. La malattia, diagnosticata nella primavera del 2025, si era ormai estesa fino alle ossa. Cavaglià è stato operato due mesi dopo la diagnosi. Così il sindaco di Chieri, Paese del quale era originario, Alessandro Sicchiero: "Suo papà gestiva un bar di fronte all’ingresso dell’ospedale di Chieri, di fianco al negozio di scarpe di mio padre. Siamo cresciuti insieme. Aveva un grande spirito imprenditoriale già da ragazzo. Era davvero in gamba". Lascia la moglie Fulvia, la figlia Martina di 24 anni e i genitori.
Addio a Daniele Cavaglià, morto a 54 anni per "turbo cancro" al fegato
Il mondo dell'editoria in lutto per la morte di Daniele Cavaglià, morto a 54 anni per un "turbo cancro" al fegato poi estesosi alle ossa. Il manager aveva cominciato la sua carriera nelle attività alberghiere. Ma le sue doti nelle iniziative imprenditoriali nell'organizzazione di eventi lo hanno portato nel mondo dell'editoria. Cavaglià è entrato a far parte dell'ufficio commerciale di Libero Quotidiano e nel giro di pochi anni è diventato direttore commerciale.
È stato anche direttore generale e amministratore delegato di Libero Quotidiano e consigliere di amministrazione della società editrice de Il Tempo. In seguito ha lavorato a Il Riformista dove ha ricoperto la carica di direttore generale. La sua carriera lo ha portato anche a far parte dei consigli di amministrazione delle società editrici del Corriere dell'Umbria e dei quotidiani locali Corriere di Rieti, Viterbo, Arezzo e Siena. Dopo che Angelucci ha rilevato il 70% del Giornale, Cavaglià è stato sostituito da Nicola Speroni alla guida di tutte le attività editoriali del gruppo Tosinvest.
Cavaglià è stato tra i primi manager a capire quanto l'informazione online potesse diventare predominante nel corso degli anni. Nel 2019 ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera, premio internazionale assegnato a Venezia. In quell'occasione ha dedicato il riconoscimento alla memoria di Roberto Crespi, che considerava il suo maestro e mentore.
Il suo nome è anche legato ad un'aggressione con la mazza da baseball che ha subito nel 2017. L'uomo è stato assalito altezza di via Cavour a Moncalieri, mentre rientrava a casa dopo aver fatto jogging vicino al parco delle Vallere. Il manager è stato affiancato da un'auto dalla quale era uscito un 52enne, che con una mazza che aveva nel bagagliaio ha incominciato a colpire i lunotti della Lancia Musa di Cavaglià. Quest'ultimo è stato trascinato fuori dalla vettura e pestato. Aveva riportato la rottura della parete orbitale dell’occhio sinistro e gli era stata asportata la milza.
Secondo diversi studi, sarebbero aumentate le morti per turbo cancro negli ultimi anni e diverse ricerche scientifiche attribuiscono numerosi casi al vaccino Covid che, sempre secondo gli studi, provocherebbe lo sviluppo di cancro e turbo cancro, ma anche l'acutizzazione di malattie pregresse. Cavaglià si era sottoposto all'inoculazione di 3 dosi del siero.