Garlasco, entro 90 giorni in arrivo perizia informatica decisiva, da pm decisione su archiviazione o rinvio a giudizio Sempio

La nuova perizia informatica richiesta dagli investigatori e disposta dalla Procura potrebbe infatti fornire elementi chiave per comprendere cosa Chiara Poggi avrebbe scoperto, la sera del 12 agosto 2007, sul computer dell’allora fidanzato

Mancano quasi 90 giorni all’arrivo della perizia informatica considerata decisiva nelle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Un passaggio che potrebbe orientare in modo definitivo il lavoro della Procura. Entro l’estate, infatti, i magistrati dovranno scegliere se chiedere l’archiviazione o procedere con il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, oggi unico indagato per l'omicidio. La scadenza coincide con il limite dei 18 mesi previsti dalla legge per le indagini preliminari dopo la riapertura del caso.

Garlasco, entro 90 giorni in arrivo perizia informatica decisiva, da pm decisione su archiviazione o rinvio a giudizio Sempio

A poco meno di tre mesi dalla scadenza, l’inchiesta sull’omicidio della giovane di Garlasco entra dunque nella sua fase più delicata. La nuova perizia informatica richiesta dagli investigatori e disposta dalla Procura potrebbe infatti fornire elementi chiave per comprendere cosa Chiara Poggi avrebbe scoperto, la sera del 12 agosto 2007, sul computer dell’allora fidanzato.

È proprio su questo punto che si concentra una parte significativa del nuovo lavoro investigativo: ricostruire i contenuti digitali e le eventuali informazioni che la vittima potrebbe aver visto poche ore prima di essere uccisa nella sua abitazione.

La svolta, in ogni caso, è attesa entro l’estate. Ad agosto scadranno infatti i 18 mesi previsti dalla normativa per le indagini preliminari dopo la riapertura del fascicolo. Entro quella data i magistrati dovranno decidere se procedere con la richiesta di processo nei confronti di Andrea Sempio oppure optare per l’archiviazione.

Nel frattempo l’inchiesta si avvicina a un altro passaggio cruciale: la fase della cosiddettadiscovery”. Nel linguaggio giudiziario indica il momento in cui i pubblici ministeri mettono a disposizione delle parti tutti gli elementi raccolti durante le indagini: prove, documenti, atti e risultati delle consulenze.

Si tratta di un passaggio fondamentale perché consentirà alla difesa di Andrea Sempio di accedere all’intero materiale investigativo e preparare eventuali strategie difensive in caso di processo. Allo stesso tempo, anche i legali di Alberto Stasi – condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della sua ex fidanzata – potranno analizzare il contenuto degli atti.

Proprio da questi elementi potrebbero emergere aspetti rilevanti per la posizione processuale di Stasi, attualmente l’unico condannato definitivo per il delitto avvenuto diciotto anni fa. Eventuali nuovi sviluppi, infatti, potrebbero avere conseguenze anche sul piano giudiziario relativo alla sua condanna.

Nel frattempo Andrea Sempio ha ribadito la propria versione dei fatti anche recentemente, intervenendo nel corso della trasmissione televisiva Quarto Grado: “Io quella mattina mi sono svegliato, sono andato a Vigevano per andare in una libreria, l'ho trovata chiusa, ho fatto un rapido giro della piazza e sono tornato a Garlasco, da mia nonna. Sono stato lì una mezz'oretta, dopo ho ricevuto una chiamata di mia madre che mi richiamava a casa per mangiare. Quando hanno sentito mia nonna, lei ha ripetuto questa cosa e ha ripetuto più volte che lei mi aveva chiesto di restare a pranzo, ma io non volevo restare. Cioè, lei diceva: 'Ma io l'ho invitato a restare, ma lui non sta mai a mangiare da me'. (...) Quella cosa mi è rimasta in mente”.