Anziana uccisa (MO), minori rom scappati dopo sinistro riaffidati a genitori nel campo ma bimbi famiglia nel bosco sottratti per “casolare fuori norma”

I minori coinvolti nell'incidente stradale in cui una 89enne é rimasta uccisa sono stati riportati all’interno del campo rom in cui vivevano caratterizzato da baracche; una decisione paradossale se paragonata alla vicenda della famiglia nel bosco divisa a causa del bagno non conforme alle norme

La tragedia di Modena che ha coinvolto una signora 89enne investita e uccisa da un'auto con quattro ragazzi rom a bordo ha evidenziato il contrasto paradossale con ciò che è accaduto alla famiglia nel bosco. Da una parte i minori rom coinvolti nel sinistro costato la vita alla signora sono stati riaffidati alle loro famiglie nel campo dove vivono in baracche. Dall’altra resta la situazione della famiglia nel bosco, separata ormai da mesi nonostante non siano coinvolti in reati. I ragazzi scappati dopo l’incidente sono tornati al nucleo familiare mentre i figli della famiglia che viveva isolata nella natura restano lontani dai genitori. Una misura criticata anche in ambito politico come "ideologica" perché legata allo stile di vita e alle condizioni dell’abitazione inusuali.

Anziana uccisa (MO), minori rom scappati dopo sinistro riaffidati a genitori nel campo ma bimbi famiglia nel bosco sottratti per “casolare fuori norma”

Il caso nasce da un drammatico incidente avvenuto a Modena. Un’Alfa Romeo 159 guidata da un ventenne senza patente, che stava fuggendo dai carabinieri a velocità elevata e con manovre pericolose nel traffico, ha travolto una Lancia Y su cui viaggiavano madre e figlia. Nell’impatto ha perso la vita Antonietta Berselli, 89 anni. La figlia, che era alla guida dell’auto, è rimasta ferita in modo lieve.

Il conducente è stato arrestato con accuse pesanti che includono omicidio stradale aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e omissione di soccorso. Con lui in auto c’erano altri tre giovani. Due erano minorenni e, nonostante la fuga a piedi dopo lo schianto, sono stati riaffidati alle rispettive famiglie. Tutti risultano residenti in un campo rom abusivo nella zona di San Matteo. È proprio questo passaggio a far discutere. I minori sono stati riportati nel contesto familiare in cui vivevano già prima, all’interno di un insediamento caratterizzato da baracche e condizioni di forte degrado. Solo dopo la tragedia il Comune ha disposto lo sgombero dell’area per ripristinare la legalità e la famiglia è stata trasferita temporaneamente in una struttura parrocchiale.

Nel caso della famiglia nel bosco i figli sono stati allontanati dai genitori perché il casolare in cui vivevano non era considerato a norma. Oltre a ciò, ai genitori é stato contestato l'obbligo vaccinale non rispettato, la condizione igienica precaria e un percorso educativo poco efficace. Nel dibattito, il motivo risale allo stile di vita ritenuto non conforme a quello comune e quindi non accettato. La famiglia è stata separata e, a distanza di circa quattro mesi, non è stato ancora autorizzato un ricongiungimento stabile. Anzi, l’ultima ordinanza del tribunale ha previsto anche l’allontanamento della madre Catherine dai figli. Una decisione che ha alimentato polemiche e critiche da parte di chi ritiene la misura sproporzionata rispetto alle motivazioni. Proprio per questo l’intervento è stato definito da alcuni esponenti politici e commentatori come "ideologico".