Morte Domenico, l'autopsia: "Cuore sano al momento dell'espianto", prossimo esame il 28 aprile; oggi i funerali a Nola

L’esame sul corpo del piccolo è durato circa tre ore e ha visto la partecipazione di 25 tra periti e consulenti di parte. Un secondo accesso del collegio peritale è fissato per il 28 aprile, quando verranno effettuate anche valutazioni sui campioni anatomopatologici

Da un primo esame autoptico sul corpo di Domenico Caliendo, il bimbo morto al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, non sonoemerse lesioni al cuore nella fase dell'espianto, in particolare non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui qualche fonte ha parlato”. Lo ha dichiarato il medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia di, al termine della prima fase dell’autopsia svolta a Napoli.

L’esame sul corpo del piccolo è durato circa tre ore e ha visto la partecipazione di 25 tra periti e consulenti di parte. Un secondo accesso del collegio peritale è fissato per il 28 aprile, quando verranno effettuate anche valutazioni sui campioni anatomopatologici.

Oggi si tengono i funerali a Nola, alla presenza dell’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, che è stato vicino alla famiglia fin dai primi momenti e che aveva amministrato l’estrema unzione al bambino poco prima della morte. A presiedere il rito funebre sarà il vescovo di Nola, Francesco Marino.

Morte Domenico, l'autopsia: "Cuore sano al momento dell'espianto", prossimo esame il 28 aprile; oggi i funerali a Nola

Ora l’incidente probatorio e l’autopsia dovranno chiarire se, quel 23 dicembre nella sala operatoria del Monaldi, il primario abbia proceduto al clampaggio dell’aorta e alla cardiectomia prima di accertare lo stato del cuore destinato al trapianto, e se vi fosse ancora la possibilità di salvare il bambino con un nuovo intervento.

Dalle intercettazioni tra gli infermieri in sala operatoria emergerebbe inoltre che il bambino sia rimasto senza cuore per almeno 45 minuti. Il nuovo organo sarebbe arrivato alle 14.30, quando il torace era già stato aperto; alle 15 si sarebbe scoperto che si trovava nel box con ghiaccio secco; alle 15.14 i medici avrebbero tentato la procedura di scongelamento passando l’organo sotto l’acqua, mentre il trapianto non era ancora iniziato.

Intanto il cardiochirurgo Guido Oppido, indagato per la morte di Domenico, ha provato a scagionarsi, dichiarando in un'intervista di essere "una vittima".