Bambino con cuore "bruciato", medici: "Condizioni in rapido peggioramento, errato parlare di cure palliative considerato il coma"
I medici hanno spiegato che quella che sarà messa in atto non può ritenersi "una terapia del dolore" in quando il paziente si trova in stato comatoso ed è un errore "parlare di cure palliative"
Le condizioni di salute del bambino di 2 anni e tre mesi al quale è stato trapiantato un cuore "bruciato" sono "in rapido e progressivo peggioramento", come rivelano i medici di Napoli che precisano anche che quella che sarà messa in atto non può ritenersi "una terapia del dolore" in quando il paziente si trova in stato comatoso ed è un errore "parlare di cure palliative".
Bambino con cuore "bruciato", medici: "Condizioni in rapido peggioramento"
Il piccolo Domenico non è più operabile. Le sue condizioni cliniche, segnate da compromissione neurologica, instabilità emodinamica e crisi settica, non consentono di affrontare un secondo intervento. Per questo si è scelto di riassegnare il cuore a un altro coetaneo, primo nella lista nazionale d’urgenza, che è stato operato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Ora, per Domenico, trapiantato con un cuore danneggiato, è stato avviato l'iter del fine vita. I medici dell'ospedale Monaldi di Napoli hanno spiegato che quella che viene messa in atto non può ritenersi "una terapia del dolore" in quando il paziente si trova in stato comatoso ed è dunque un errore "parlare di cure palliative". D'ora in avanti, secondo gli esperti, è consigliabile eliminare alcune "inutili" terapie che potrebbero far precipitare gli eventi.
"Si è conclusa la prima riunione che ha visto l’équipe dell’azienda ospedaliera dei Colli interfacciarsi con il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e con la madre del piccolo paziente, nell’ambito del percorso di Pianificazione condivisa delle cure - si legge nel comunicato -. L’Azienda ha proposto una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente, sottoposto a trapianto in data 23/12/2025. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico. In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell’ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici. Nelle ultime 12 ore le condizioni cliniche del paziente hanno registrato un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento". Il bimbo resta attaccato all'Ecmo.
Si tratta di un percorso che era già stato prospettato ieri ai genitori di Domenico, che fino all'ultimo hanno sperato nella possibilità di un nuovo trapianto. Sul caso erano state aperte due inchieste, una nel capoluogo campano ed una seconda nella città friulana. I fascicoli sono poi stati unificati dalla Procura di Napoli.