Donna decapitata Scandicci, fermato nordafricano senzatetto con cui la vittima si frequentava, ritrovato un machete

La polizia ha individuato il presunto autore del delitto consumatosi a Scandicci ai danni di Silke Sauer, 44enne di nazionalità tedesca senza fissa dimora. L’uomo, di origini nordafricane e già noto alla polizia, sarebbe piantonato in ospedale con accusa di omicidio

Svolta nelle indagini sulla donna trovata decapitata ieri mattina nei pressi dell’area abbandonata ex Cnr, Scandicci. Il presunto colpevole, fermato dai carabinieri, sarebbe a loro già noto e sottoposto all’obbligo di firma per precedenti al momento non noti. L'uomo di origini nordafricane frequentava la vittima e aveva con la stessa litigato per motivi “futili” subito prima del tragico evento. Secondo indiscrezioni, l’individuo sarebbe stato ricoverato nella notte tra martedì e mercoledì scorso dopo aver “dato in escandescenze” proprio nell’area di ritrovamento del cadavere.

Donna decapitata Scandicci, fermato nordafricano senzatetto con cui la vittima si frequentava, ritrovato un machete

Sono ancora molti i punti di chiarire della vicenda relativa alla donna decapitata a Scandicci, vale a dire Silke Sauer, 44enne di nazionalità tedesca e senza fissa dimora, trovata senza vita nell’area ex Cnr di Scandicci, Firenze. Il presunto autore dell’omicidio sarebbe un uomo di origini nordafricane, ricoverato in ospedale (dove ora si trova piantonato in attesa dell’udienza di convalida) nella notte tra martedì 17 e mercoledì 18 febbraio dopo aver “dato in escandescenze” proprio nell’area in cui il corpo sarebbe stato rinvenuto di lì a poche ore. L’individuo, già noto alle forze dell’ordine, sarebbe peraltro lo stesso che il giorno precedente il ritrovamento del cadavere avrebbe importunato un passante istigandogli contro un cane, osservato in seguito nell’atto di “sorvegliare” il corpo della donna.

Pare che vittima e presunto aggressore si conoscessero. L’ipotesi delle autorità responsabili delle indagini è che i tra i due sia scoppiata una lite “per futili motivi” dal tragico e insperato epilogo. La dinamica e il movente del delitto rimangono, tuttavia e al momento, questioni in sospeso, sebbene non lontano dal luogo di ritrovamento del cadavere sia stata rinvenuta una “grossa arma tagliente, tipo machete”, ipoteticamente compatibile con quella utilizzata dall’assassino.

A dirlo, però, sarà l’esito delle accettazioni medico-legali, le quali, oltre a ricostruire la modalità di esecuzione del taglio e a stabilire l’arma del delitto, cercheranno di fornire un riferimento temporale rispetto al decesso della donna, morta presumibilmente - secondo le prime ricognizioni esterne - due/tre giorni prima il rinvenimento del suo corpo.