Famiglia nel bosco, il giudizio del neuropsichiatra Cantelmi: "Catherine è esasperata, è necessario restituire alla coppia i tre figli"
Inoltre anche l’équipe di psichiatri della Asl Lanciano Vasto Chieti ha scritto che è "indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva stabile, garantendo la continuità dei legami familiari"
Il caso della famiglia nel bosco entra in una fase decisiva. Secondo il neuropsichiatra Tonino Cantelmi, la madre Catherine Birmingham è "esasperata e preoccupata" e la priorità deve essere una sola "restituire alla coppia i tre figli". Il parere, depositato nei giorni scorsi, rafforza la linea del ricongiungimento familiare mentre a L’Aquila cambia il vertice del tribunale dei minori e si attende l’esito delle perizie sulla capacità genitoriale.
Famiglia nel bosco, il giudizio del neuropsichiatra Cantelmi: "Catherine è esasperata, è necessario restituire alla coppia i tre figli"
Per Tonino Cantelmi, dirigente psichiatra e consulente di parte della coppia anglo-australiana, "riunire la famiglia è necessario". Il professionista descrive Catherine Birmingham come "esasperata e preoccupata", sottolineando che la separazione dai figli sta producendo un disagio che rischia di cronicizzarsi. I tre bambini, due gemelli di sei anni e la sorella di otto, sono da mesi in casa-famiglia dopo l’allontanamento deciso dal tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il parere di Cantelmi si inserisce in un quadro che vede convergere più valutazioni verso il ricongiungimento. L’équipe di psichiatri della Asl Lanciano Vasto Chieti, dopo incontri approfonditi con i minori, ha scritto che è "indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva stabile, garantendo la continuità dei legami familiari", ritenuta centrale per attenuare i comportamenti di disagio emersi durante il periodo di separazione.
Secondo i medici, i bambini presentano una "sostanziale adeguatezza delle aree emotivo-relazionali" e l’interazione con i genitori è giudicata "valida", pur in presenza di episodi di aggressività e diffidenza legati alle vicissitudini recenti. La relazione suggerisce monitoraggio e accompagnamento, ma indica come prioritaria la ricostruzione dell’unità familiare. Nel percorso valutativo è stato affrontato anche il tema dell’istruzione, considerato decisivo dai giudici. Catherine ha spiegato agli specialisti l’impostazione educativa adottata prima dell’allontanamento, ispirata a esperienze nella natura e a un apprendimento graduale. "Non vogliamo negare le opportunità didattiche" ha riferito, aggiungendo che "favorendo la spontaneità del bambino si sviluppa la creatività".
Nel frattempo, nella casa-famiglia di Vasto non sono mancati attriti. Un confronto acceso tra Catherine e l’insegnante incaricata ha portato all’interruzione anticipata di una lezione, segnale delle tensioni che accompagnano questa fase. I genitori riferiscono che i bambini soffrono per la distanza dal padre Nathan Trevallion, che può vederli solo due volte a settimana, e per il distacco dall’ambiente di vita precedente. Sul piano istituzionale, a L’Aquila è arrivato un cambio al vertice del tribunale per i minorenni. La nuova presidente è Nicoletta Orlandi, chiamata a succedere dopo la scadenza del mandato precedente. Un avvicendamento che cade mentre il caso resta aperto e fortemente dibattuto.
A sostegno della linea del ricongiungimento è intervenuto anche il Comitato #difesaminori, che chiede una revisione dell’affidamento ai servizi sociali e ribadisce che "lo Stato deve sostenere la famiglia, non sostituirsi ad essa" se non nei casi di massima gravità. Ora la parola passa agli avvocati e alle perizie ordinate dal tribunale. Per Cantelmi l’obiettivo è chiaro "per superare il disagio che questi bambini manifestano, è necessario ricostruire al più presto l’unità familiare. Tutti dovrebbero lavorare con il medesimo obiettivo".