Bambino di 11 anni lasciato giù dal bus sotto la neve, hanno influito il fattore Ingiustizia, Ottusità e Ice, sicuramente non l'Umanità
Martedì scorso, all’uscita da scuola, un undicenne sale sull’autobus Calalzo-Cortina che dovrebbe riportarlo a casa. Stacca dal carnet un biglietto da 2,50 euro, ma l’autista gli spiega che la nuova tariffa olimpica è di 10 euro
Che storia agghiacciante, e non solo per la temperatura. Siamo in Cadore, nelle valli olimpiche battute da una nevicata solenne. Martedì scorso, all’uscita da scuola, un undicenne sale sull’autobus Calalzo-Cortina che dovrebbe riportarlo a casa. Stacca dal carnet un biglietto da 2,50 euro, ma l’autista gli spiega che la nuova tariffa olimpica è di 10 euro, mi dispiace ragazzino, devi scendere e proseguire a piedi sotto la tormenta.
Il piccolo cammina per oltre sei chilometri su una pista ciclabile gelata e quando, un’ora e mezzo dopo, giunge a destinazione, ha le labbra viola, i vestiti zuppi e non riesce nemmeno a parlare.
Intanto qualcuno dovrebbe spiegarci perché la tariffa olimpica si applica ai residenti e addirittura agli studenti, come se, invece che per andare a scuola, l’autobus servisse loro per recarsi alla festa di uno sponsor. E questo lo chiamerei fattore Ingiustizia. Poi c’è il fattore Ottusità.
L’autista avrebbe potuto chiudere la questione staccando quattro biglietti dal carnet: 2,5x4=10. Mi rendo conto della complessità della moltiplicazione, ma con l’ausilio del telefonino ce la si può fare. Ed eccoci al terzo fattore: il fattore Ice, inteso come milizia di Trump, ma anche come ghiaccio nelle viscere.
Con quale coraggio abbandoni al gelo un passeggero che è poco più di un bambino? Prima lo porti al sicuro e poi ti fai rimborsare dai suoi genitori. Resterebbe il fattore Umanità, ma al momento risulta disperso. Forse sta ancora camminando da solo, sotto la neve.