Famiglia nel bosco, genitori denunciano assistente sociale: "Ostile e non imparziale, solo 5 incontri con noi e i nostri figli"

Arrivati a questo punto, sarà l'assistente sociale a decidere se rimanere o fare un passo indietro. Non si esclude che il Tribunale possa intraprendere la via della revoca

La famiglia nel bosco denuncia l'assistente sociale nominata dal Tribunale, Veruska D'Angelo, curatrice dei diritti dei tre minori. I Trevallion hanno deciso di passare per le vie legali per diversi motivi. Nel documento si spiega che l'assistente sociale "non ha svolto il proprio incarico con l'imparzialità richiesta dal ruolo" e si sarebbe mostrata "ostile" alla famiglia nel bosco da quando si è deciso il trasferimento dei figli. Per gli avvocati, D'Angelo "avrebbe interpretato le proprie mansioni con negligenza" e a sostegno di questa tesi c'è il fatto che avrebbe incontrato i Trevallion e i loro figli solo cinque volte. Un numero ritenuto dai legali insufficiente per garantire una valutazione equilibrata e terza della situazione familiare.

Famiglia nel bosco, genitori denunciano assistente sociale: "Ostile e non imparziale, solo 5 incontri con noi e i nostri figli"

La famiglia nel bosco imputa all'assistente sociale anche una certa sovraesposizione mediatica, considerando che ha rilasciato diverse interventista, soprattutto nei primi tempi. Un elemento non banale visto che contribuirebbe a compromettere la necessaria distanza richiesta dal ruolo. Arrivati a questo punto, sarà D'Angelo a decidere se rimanere o fare un passo indietro. Non si esclude che il Tribunale possa intraprendere la via della revoca

La Garante per l'infanzia: "Allontanamento minori solo in caso di grave pericolo"

A prendere posizione è anche il Garante per l'infanzia, e lo fa con un documento intitolato 'Prelevamento dei minori, facciamo il punto': "I casi recenti, come quello della famiglia nel bosco, hanno riportato al centro dell’attenzione la questione dei prelevamenti di bambini. Allo stesso tempo all'Autorità arrivano segnalazioni di vicende ancora più problematiche nei quali i minorenni sono esposti a gravi rischi. Per questo motivo ho pensato fosse necessario fare chiarezza, con riferimento a normative e sentenze che ci consentano un più chiaro orientamento in materia".

Una la constatazione principale, che non deve essere dimenticata: "L'allontanamento di un minore dalla famiglia deve tornare a essere una misura eccezionale, da adottare solo in situazioni di grave pericolo".

L’articolo 403 del Codice civile prevede il prelevamento forzoso esclusivamente quando sia necessario proteggere i bambini in stato di abbandono morale o materiale, da un pregiudizio grave o da rischi imminenti per la salute. "Nella pratica, però, l'allontanamento avviene anche nell'ambito di conflitti tra genitori, in contrasto con il diritto del minore a crescere nella propria famiglia, diritto riconosciuto dalla Costituzione e dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza", ha osservato Terragni.